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Pensioni ultime notizie ancora novità illeciti pure Governo Renzi-Istituto Previdenza e nessuna novità quota 100, quota 41

Incertezza politica e instabilità economica non giocano a favore di chi punta a introdurre novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:12): L'indagine prosegue e deve trovare le conferme dopo l'ampliamento registratato anche su altri enti e l'Isituto di Previdenza che già come ben sappiamo ha diversi problemi di bilancio e non solo. E ora sempre più, soprattutto se queste accuse risultassero fondate sarebbe urgente una serie di novità per le pensioni che comprendessero anche sotto vari aspetti ( enumerosi) l'Istituto di Previdenza. D'altra parte diversi dirigenti e anche il Presidente li hanno richieste già varie volte in tante ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): C'è una variabile che anche in base alle ultime e ultimissime notizie potrebbe sparigliare le carte delle novità per le pensioni sul tavolo del dibattito ed è quello del Nuovo centro destra. Il partito di Alfano sta però mantenendo un atteggiamento ondivago tra minacce di abbandonare la maggioranza e promesse di fedeltà, almeno fino al giorno del referendum costituzionale.

Si fanno sempre più incerti gli scenari politici e ad alimentare la confusione, situazione non certo congeniale per una serena attività di governo e per ragionare sulle novità per le pensioni, è l'ennesima inchiesta giudiziaria. Nello scandalo sulla corruzione a Roma sono in 50 sotto indagine per un presunto giro di mazzette che coinvolge anche un parlamentare, Antonio Marotta (Area popolare), l'ex sottosegretario all'Istruzione del governo Berlusconi, Giuseppe Pizza, segretario nazionale della nuova Dc e proprietario dello storico simbolo, e diversi imprenditori e funzionari pubblici. Nelle carte è finito anche Angelino Alfano, ministro dell'Interno e leader del Nuovo centro destra. O meglio, è finito il fratello, assunto alle Poste.

La posizione di Alfano e del suo partito è in realtà al centro del confronto politico per via delle minacce a sfilarsi dalla maggioranza di Palazzo Chigi nel caso di mancata modifica della legge elettorale. Una presa di posizione che mette in discussione l'intera impalcatura delle riforme dell'esecutivo, novità per le pensioni incluse. Le novità dell'ultim'ora riferiscono come lo stesso Alfano abbia dichiarato intervenendo alla direzione Ncd, di non sentirsi al posto sbagliato nella partecipazione all'esecutivo. Ha rivendicato di aver lavorato molto in questi due anni e otto mesi, di aver cambiato le regole del mercato del lavoro, sostenuto le famiglie, fatto investimenti in sicurezza, ottenuto mezzo milione di posti di lavoro in più.

Il tutto mentre si sta consumando la resa dei conti tra il premier e l'opposizione interna del Partito democratico. Il presidente del Consiglio sul referendum per le riforme costituzionali ha lanciato una sfida: se vince il no, il premier, il governo e anche il parlamento dovrebbe prenderne atto . Insomma, tutti a casa, anche se detto in una maniera più generica rispetto al recente passato in cui parlava di fine dell'esperienza politica. E anche se non ha fatto alcun riferimento diretto alla novità per le pensioni, ai bersaniani ha risposto a muso duro, sostenendo che il Jobs act è la più grande legge di sinistra, oltre a rivendicare di aver aperto "il più grande cantiere sociale".

Perché la legislatura possa completare le riforme "attese da venti anni" e proseguire, il premier ha dunque sottolineato che è necessario il sì alla referendum costituzionale: non con la minaccia (sia pur credibile, osserva) della recessione paventata da Confindustria in caso di vittoria del no ma piuttosto per la possibilità che si realizzi "la più grande autoriforma della politica". Il tutto mentre la Commissione di vigilanza sugli enti previdenziali rivela che il disavanzo strutturale dell'Istituto nazionale della previdenza sociale è destinato a salire a quota 12,4 miliardi di euro nel 2023. Tra il 200 e il 30 settembre 2015 risultano non riscossi 157,2 miliardi di crediti Inps, oltre 141 miliardi dei quali affidati a Equitalia. Di questi ultimi, una fetta superiore ai 90 miliardi di euro (il 64%) "è possibile che non giunga mai a riscossione".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il