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Banche solide e a rischio tra Banca Intesa, Unicredit, Ubi, MPS, Bnl, Mediolanum tra rischio ritiro soldi e Bail In, perdite

Secondo Mediobanca, anche compensando i piccoli risparmiatori, il bail in comporta un contagio del sistema.




Continua ad andare in picchiata il titolo di Monte dei Paschi di Siena e solo nella giornata di ieri ha bruciato 200 milioni di euro di capitalizzazione. A nulla è servita la nota di Mps che ha ricordato come le dismissioni chieste da Francoforte siano in linea con gli obiettivi di un programma di specifiche azioni, recentemente approvato dai competenti organi della Banca e contestualmente sottoposto alle valutazioni della Banca centrale europea. Inevitabile per il governo lavorare su un decreto salva banche. L'aggravarsi della situazione potrebbe precipitare gli eventi e provocare un'accelerazione prima che la situazione sfugga di mano.

Se ne sono resi conto alla Banca centrale europea, da dove lunedì è arrivata un'apertura all'intervento pubblico che suonava anche come una sollecitazione ad agire. Secondo gli analisti di Banca IMI, anche altri istituti di credito sono tenuti sotto controllo, come Unicredi, "per via del limitato buffer rispetto ai requisiti Srep". E il dibattito c'è anche dentro la Commissione europea: Valdis Dombrovkis, vicepresidente dell'esecutivo europeo, scrive in una lettera a un europarlamentare che limitare l'uso del denaro dei contribuenti "è un principio fondamentale della regolamentazione finanziaria post-crisi, in Europa e altrove.

Tuttavia, i legislatori hanno riconosciuto che un certo grado di flessibilità può essere necessario in certi casi eccezionali". Anche i bond subordinati del Montepaschi - e non solo - registrano un tonfo, in un mercato che ragiona sul nodo in discussione a Bruxelles: se concedere all'Italia le eccezioni che chiede, dettate da ragioni di stabilità finanziaria, e derogare consentendole un salvataggio pubblico senza chiamare gli investitori a concorrervi. O se coinvolgere proprio le subordinate, convertendole in capitale. E magari venendo incontro a Roma esentando quelle in mano ai risparmiatori. Un'ipotesi vista come il fumo negli occhi dal governo, scottato dall'esito del salvataggio delle 4 banche.

In attesa domani del cda straordinario di Monte dei Paschi di Siena, resta il problema delle sofferenze che zavorrano i bilanci bancari e che per essere ripuliti, secondo Goldman Sachs, avrebbero bisogno di 40 miliardi di euro. Per affrontare il nodo degli Npl il governo punta sull'intervento di Atlante che, però, per avrebbe bisogno di risorse fresche. Fondi, anche in caso di creazione di un Atlante 2, che potrebbero arrivare anche dalle assicurazioni. In questo contesto, le compagnie assicurative italiane non sono state ancora coinvolte nelle discussioni su Atlante 2, il nuovo fondo privato per rilevare le sofferenze del settore bancario.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il