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Pensioni ultime notizie quota 41, mini pensioni, quota 100 sospese da Governo Renzi con scusanti banche, scandali, Inghilterra

Il governo Renzi non riesce ancora a far nulla per novità per le pensioni: questioni prioritarie ma scusanti. Ancora una volta forse non c’è volontà politica




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:12) La vera strategia del Govero Renzi detta fin da subito è stata quella di tagliare le imposte per questo bilancio come confermano le ultime notizie e ultimissime. E così il taglio delle imposte potrebbe essere una delle novità per le pensioni toccando anche ai pensionati, ma non risolverebbe il problema dell'occupazione bloccata dalle pensioni come anche ormai numerose fonti dicono anche nelle ultime e ultimissime notizie. E poi tagliare a tutti significherebbe che il taglio con le risorse attuali (che al momento tra l'altro non ci sono anche per le emergenze sotto indicate ) sarebbe tra l'1%-3% ovvero basso che se si alzassero imposte delle addizionali locali sarebbe subito "mangiato" come beneficio

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:17: Tra l'altro l'economia peggiorata avveniva già prima dell'Inghilterra come rivelano tutti i dati oggettivi delle ultime notizie e ultimissime e quindi una revisione in negativo per il bilancio c'era già stata e doveva esserci ancora. E su questo punto dell'economia, ma anche della fiducia in calo tra cittadini e imprese, c'è il rischio di un grave cortocircuito, con le stesse novità per le pensioni, il classico gatto che si magia la coda.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 8:14): E come se non bastasse si arriva a parlare proprio quasi a supporto della tesi di un rinvio sulle novità per le pensioni e insieme di ulteriori temi importanti, sottolineiamo mai detta dal Governo Renzi ma fatta intendere e che potrebbe essere una scusante, di una crisi sistemica di cui l'Italia sarebbe il prossimo obiettivo centrata proprio sul rischio fallimento o fallimento delle banch stesse. E, dunque, in questa situazione le novità per le pensioni diventano un pensiero secondario, seppur come detto un emrgenza sociale per milioni, proprio quel sociale che lan stessa Europa ha promesso di tornare a seguire con la massima attenzione e per cui, invece, al momento, sembra ancora non stia facendo nulla.


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01) Tante questioni tutte molto importanti da affrontare, da risolvere con la massima urgenza, attenzione e tempestività. E poi problemi stessi per la tenuta del Governo Renzi e soluzioni da trovare per le banche, ma anche l'Inghilterrra inaspettate. Tante ultime notizie e ultimissime che fanno andare non solo in secondo piano, ma fanno diventare irrealizzabili le novità per le pensioni. Ma può essere una scusa dopo che per due anni si sta cercando una occupazione sulle novità per le pensioni attesa da milioni di italiani e per alcuni milioni un gravissimo problema esistenziale?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Viene da pensare che se le novità per le pensioni non andranno in porto, l'esecutivo avrà i suoi alibi da presentare all'opinione pubblica. Ci sono quelli relativi alla situazione interna ovvero alle fibrillazioni nel Partito democratico e nella stessa maggioranza, e a quella esterna, crisi bancaria e uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Scusanti o valide ragioni?

Governo Renzi ancora al palo sulle novità per le pensioni: la situazione non si riesce a sbloccare nonostante se ne parli continuamente, si continuino ad avanzare richieste e sia sempre più chiara l’urgenza di attuarle, sia per rilanciare l’occupazione giovanile, anche considerando che gli ultimi dati sulla disoccupazione sono ancora negativi, sia per risolvere quei casi di lavoratori fortemente penalizzati dall’entrata in vigore dell’attuale legge che ha allungato l’età pensionabile per tutti. Stiamo parlando di coloro che sono entrati da giovanissimi nel mondo del lavoro e che dopo aver maturato 40, 41 anni di contributi sono ancora costretti a lavorare e di coloro che hanno svolto o svolgono ancora occupazioni pesanti e faticose e che sono impossibilitati a raggiungere i requisiti attualmente richiesti dei 66 anni e sette mesi.

Le ultime notizie continuano a ribadire che il motivo per cui non si riesce ad agire con novità per le pensioni sia la mancanza di risorse economiche, insieme ad altri problemi che per il governo sono prioritari. Viene però da pensare che potrebbero essere tutte scusanti proprio per non fare niente per le pensioni. Il governo Renzi potrebbe e probabilmente dirà che ci sono troppi problemi e che sono state delle emergenze che chiaramente è necessario affrontare e risolvere, dall’esito del voto inglese della Brexit che con l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa porterà ad una revisione dello stesso assetto europeo e che nell’immediato ha portato ad un calo del Pil; alla questione banche, e ai soldi necessari per coprire eventuali sofferenze e per cui occorre trattare con Ue per avere ulteriori concessioni di fondi; agli scandali che continuano a colpire il Pd sia all’interno sia coinvolgendo la coalizione e che chiaramente hanno impegnato e impegnano il governo per essere sistemati.

Si tratta di questioni che, come hanno riportato anche le ultimissime notizie, hanno impegnato il governo in emergenze immediate, ritardando tutto il resto, comprese le novità per le pensioni. Tuttavia, pur avendo un chiaro quadro delle attuali emergenze, non si può di certo dire che siano la causa di un continuo rinvio di lavori sulle pensioni, perché si parla di necessarie novità per le pensioni da due anni ormai ed è paradossale pensare che in questi due anni ci siano state sempre questioni prioritarie da risolvere, perché anche le emergenze pensionistiche sono prioritarie, soprattutto per i cittadini, e il fatto che da così tanto tempo non si faccia nulla per chiudere la questione pensioni è incredibile. Incredibile anche continuare a dire che non sono disponibili fondi, nemmeno per realizzare almeno i metodi sperimentali o per rivedere il sistema di cumulo dei contributi, che al governo non costerebbe nulla.

I fondi, infatti, come dimostrato tempo fa, in parte ci sono e in parte, se fosse davvero forte la volontà politica di agire sulle pensioni con cambiamenti, si potrebbero recuperare, esattamente come fatto con altri provvedimenti, per esempio l’abolizione della Tasi da quest’anno per tutti, e percorrendo strade già in parte costruite e altre più semplici, vale a dire partendo dalla realizzazione, finalmente, del piano di tagli delle agevolazioni fiscali, di alcune tipologie di pensioni stesse, della separazione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, per arrivare al taglio, se non proprio abolizione, delle elevate pensioni che vengono erogate agli alti esponenti istituzionali, sia locali che nazionali. Lo stesso presidente dell’Istituto di Previdenza ha stimati che quest’ultima misura permetterebbe di recuperare fino a 200 milioni di euro all’anno, sottolineando che queste pensioni non verrebbero abolite ma ricalcolate esattamente come per tutti con un sistema contributivo. Sommando a questa cifra gli altri risparmi che si potrebbero recuperare dagli altri provvedimenti di tagli sopra riportate, è facile pensare che si arriverebbe a racimolare una cifra decisamente interessante da destinare all’attuazione di novità per le pensioni. E se anche novità pensioni di quota 100 o novità pensioni di quota 41 fossero più costose, perchè servirebbero, secondo le stime, tra i 5 e 7 miliardi, basterebbe mettersi a lavoro per far quadrare i conti o orientarsi verso i sistemi in prova. Al momento si è preferito far finta di lavorare con novità per le pensioni stanziando ‘appena’ 500 milioni di euro per il sistema basato sulla mini pensione che in realtà non servirebbe a nulla e non sarebbe per nulla vantaggioso per i lavoratori stessi, quasi inutile, potremmo dire, per quello che attualmente prevede.

Di certo, se si volesse, quanto meno si potrebbe agire sulla cancellazione dei costi di riunione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni o sulla revisione del meccanismo di recupero degli anni di studio, provvedimenti che non richiedono impiego di soldi. Questo temporeggiare, dunque, ancora una volta dimostra come non siano tanto i soldi che scarseggiano o i problemi interni ed europei a bloccare realmente qualsiasi novità per le pensioni, quanto piuttosto la volontà politica, che ha ancora timore di intaccare la tenuta dei conti pubblici e andare a modificare una legge che, nonostante errori, distorsioni e rigidità, è in grado di assicurare sostenibilità finanziaria e risparmi di ben 80 miliardi di euro fino al 2021.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il