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Pensioni ultime notizie pretesto novitÓ Governo Renzi emergenze per rinviare novitÓ quota 100, mini pensioni, quota 41

C'Ŕ l'impressione che l'esecutivo possa trovare un alibi per giustificare i mancati interventi sulle novitÓ per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): Tante emergenze, tutte insieme e tutte importati da risolvere subito. Queste potrebbero essere le scusanti per rimandare le novità per le pensioni sia da un punto di vista pratico non avendo il giusto tempo per le decisioni che soprattutto finanzario. Ma non sarebbe accettabili, perchè come si è ormai capito dalle ultime notizie e ultimissime le stesse novità per le pensioni sono una emergnza così come la mancanza di occupazione e la povertà in parte collagata per milioni di italiani.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Le ultime e ultimissime notizie riferiscono di un clima di sfiducia sulle novità per le pensioni. Non tanto per le croniche difficoltà a trovare la necessarie coperture economiche per intervenire con decisione, ma per la scarsa volontà politica di Palazzo Chigi a sistemare il quadro previdenziale. Sembra che nell'agenda delle priorità, le pensioni abbiano perso posizioni.

E se tutto il dibattito intorno alle novità per le pensioni si risolvesse con un nulla di fatto? L'opzione non è affatto da escludere perché a prevalere sono le volontà politiche prima ancora che le ragioni economiche. E come dimostrato in questa prima metà della legislatura, la questione previdenziale non è la priorità assoluta. Anzi, la gradualità con cui si sta procedendo nell'apportare misura correttive per le situazioni più urgenti dimostra come l'attuale legge previdenziale sia ritenuta un'ottima soluzione per mantenere in equilibrio i conti pubblici. Come eventuale giustificazione dei mancati interventi sulle novità per le pensioni, il presidente del Consiglio potrebbe tirare in ballo sia ragioni esterne e sia interne.

Sotto il primo punto di vista si registrano le incertezze legate alla Brexit ovvero al referendum che ha condotto la Gran Bretagna a uscire dall'Unione europea con inevitabili ripercussioni sui rapporti commerciali e sull'economia italiana. E sempre a livello economico, il Prodotto interno lordo cresce a ritmi meno sostenuti di quanto immaginato, molti istituti di credito italiano sono in affanno e potrebbe aprirsi un'altra stancante fase di trattative con Bruxelles con tanto di limiti e paletti sulla spesa pubblica. Non è una novità, a tal proposito, come l'Unione europea guardi con favore alla legge previdenziale italiana e con sospetto a possibili cambiamenti.

E poi ci sono le turbolenze interne al Partito democratico con un'opposizione che chiede le dimissioni del premier dalla segreteria e interventi più concreti sulle novità per le pensioni. Non solo, ma anche la maggioranza a Palazzo Chigi è meno solida di quel che appare con il Nuovo centro destra che si dice pronto a sfilarsi nel caso di mancate modifiche a quella legge elettorale che lo costringerebbe alla scomparsa. L'impressione, molto semplicemente, è che si tratti di scuse per spiegare l'immobilismo. Altrimenti non si capisce la costante ritrosia a intervenire sulle pensioni dopo due anni di lavoro a cercare la migliore soluzione in grado di coniugare disponibilità economiche ed esigenze sociali.

Eppure c'è di positivo che non è arrivata una nuova sentenza sfavorevole che avrebbe esposto l'esecutivo a un nuovo impegno economico che avrebbe potuto rappresentare un nuovo alibi per giustificare i mancati interventi sulle novità per le pensioni. Temporaneo, interno al sistema previdenziale, progressivo, ma soprattutto giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi economica, che è grave. E andrà applicato solo alle fasce con assegni alti, rappresentando quindi un sacrificio sostenibile. È un sì chiaro quello che emerge dalla decisione dell'Alta Corte sul contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d'oro. Una decisione da cui risulta premiata l'idea sostenuta dall'avvocatura dello Stato di una solidarietà intergenerazionale per assicurare le pensioni future. Un passaggio importante anche nell'ipotesi di nuove misure che incidano sugli assegni pensionistici più corposi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il