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Pensioni ultime notizie novità calo fiducia e Pil causa-effetto novità mini pensioni, quota 100, quota 41

Crescita economica e clima di fiducia sono troppo basse per credere in vere novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:02): Se non ci saranno novità per le pensioni il calo del Pil potrebbe aumetare come la produttività e la non occupazione facendo diminuire la fiducia. E nello stesso tempo le novità per le pensioni hanno bisogno di un rialzo del Pil, almeno secondo diversi commenatori, mentre questo è già attualmente in calo così come la fiducia come riportano le ultime notizie e ultimissime. E' il classico gatto che si mangia la coda.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): Continua a far discutere quell'aumento contenuto del Prodotto interno lordo nel primo trimestre, pari allo 0,3%, che non sembra lasciare molto spazio alle migliori prospettive sulle novità per le pensioni. Ma come trapela chiaramente dalle ultime e ultimissime notizie, più che la disponibilità economica, a mancare è la volontà politica a cambiare la previdenza italiana.

Le novità per le pensioni continuano a essere al centro del dibattito politico, ma continuano a rimanere sullo sfondo dell'attività dell'esecutivo. Ragioni economiche, verrebbe da dire, poiché il nostro è un Paese che non cresce o cresce troppo poco (l'aumento del Prodotto interno lordo nel primo trimestre è stato dello 0,3%) e intervenire sulle pensioni o sul sociale ha dei costi non facilmente sostenibili. Ma è anche vero il contrario: le politiche di rilancio passano anche dalla creazione di un clima di fiducia, dalla ripresa dell'occupazione, magari favorendo il ricambio generazionale e dunque intervenendo sia sul fronte del lavoro e sia su quello delle novità per le pensioni favorendo l'uscita un po' prima.

Ieri intanto sono arrivati dall'Istat nuovi dati poco incoraggianti sui ritmi della nostra economia. La crescita c'è ma il passo si fa sempre più lento, soprattutto sembra venire meno la spinta finora assicurata dai consumi e calano le prospettive sulle novità per le pensioni. Anche se gli ultimi dati sull'Iva fanno ben sperare. L'Istat si limita a parlare di un'ulteriore decelerazione senza dare cifre. Una prudenza su cui pesa l'impatto della Brexit, ancora non quantificato. Più precisamente, nella Nota mensile sull'andamento dell'economia, l'Istituto di statistica osserva che in assenza di una quantificazione dei possibili effetti economici dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana ha evidenziato un'ulteriore decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da inizio anno.

Restano la fase di crescita moderata e la prospettiva di rallentamento. Troppo poco per credere in vere novità per le pensioni che vadano al di là dei limiti, dei paletti, delle penalizzazioni e degli interessi da pagare previsti con le mii pensioni allo studio a Palazzo Chigi. Di certo per il ministro dell'Economia l'esito del referendum nel Regno Unito non ha fatto altro che aumentare la volatilità in un mondo già incerto. Ma il ministro si dice molto ottimista sui fondamentali del nostro tessuto economico. Arrivano notizie positive per le casse pubbliche, con le entrate fiscali in aumento del 2,7% nei primi cinque mesi dell'anno. E un'impennata del gettito Iva che sfiora il 9%.

Ma cos'è il clima di fiducia, quello tanto bramato dal premier e di cui si sta molto discutendo in questi ultimi giorni? Si tratta di un elaborato tramite media aritmetica semplice dei saldi destagionalizzati delle domande ritenute maggiormente idonee per valutare l'ottimismo e il pessimismo delle imprese. Il risultato è poi riportato a indice in base 2010. Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere include giudizi sul livello degli ordini, giudizi sul livello delle scorte di magazzino (con segno invertito) e attese sul livello della produzione. Le domande che contribuiscono al calcolo del clima di fiducia delle imprese delle costruzioni comprendono i giudizi sul livello degli ordini e piani di costruzione e le attese sull'occupazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il