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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Sacconi, Battafarano, Gnecchi

Le ultime posizioni di Sacconi, Battafarano, Gnecchi su novità per le pensioni, nuove richieste di modifiche e cosa potrebbe davvero cambiare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30):  Abbiamo raccolto come facciamo quotidianiamente le affermazioni più interessanti e probabilmente meno note per le novità per le pensioni o collegate in maniera importante ad esse riportate dalle ultime notizie e ultimissime

Novità per le pensioni non solo di uscita prima ma anche per la rivalutazione delle pensioni più basse e l’adeguamento degli importi, senza dimenticare la necessità di cancellare i costi decisamente elevati per coloro che desiderano riunire i contributi versati in diverse gestioni previdenziali: sono diverse le questioni pensioni aperte, diversi i fronti su cui occorre lavorare e che, come detto, non interessano solo novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 o sistema di mini pensione. In questi ultimissimi giorni, Maurizio Sacconi, da sempre particolarmente impegnato nel dibattito pensionistico, ha chiarito che qualsiasi intervento di correzione degli importi che si farà non dovrà toccare le pensioni sui mille euro né ingiustamente colpire gli altri pensionati che magari percepiscono di più.

Secondo Sacconi, infatti, tutto dovrebbe essere fatto rispettando sempre, e ad ogni livello, il principio di equità sociale, anche quando si parla delle pensioni di tecnici specializzatisi, impiegati, quadri e dirigenti del settore privato. In riferimento a novità pensioni di uscita prima, e in particolar modo, al sistema di mini pensione, Maurizio Sacconi non si è detto particolarmente favorevole a questa novità esattamente come anche nei confronti del part time, ma ha palato di un altro sistema di pensione prima per coloro cui mancano tre anni al raggiungimento della pensione, che continuerebbero a percepire il proprio reddito, sulla base dell’ultimo percepito, continuando a percepire anche i regolari contributi previdenziali fino al momento della pensione normale. Ma, aveva precisato Sacconi, si tratta di un piano i cui oneri dovrebbero essere divisi tra Stato e imprese, per non pesare sui lavoratori.

Questo piano, secondo l’ex ministro, permetterebbe di sostenere il turn over generazionale per dare nuova spinta alla produttività, e quindi al rilancio dell’economia. Intanto, Giovanni Battafarano, segretario generale di Lavoro&Welfare, è tra coloro che si dicono pronti a chiedere un incontro a presidente del Consiglio e presidenti di Senato e Camera un incontro per consegnare le oltre 50mila firme raccolte per la presentazione del nuovo piano pensioni che chiede uscita prima a 62 anni con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell'8%; cancellazione delle ricongiunzioni onerose; novità pensioni di quota 41; e possibilità di ulteriore proroga delle norme di uscita prima per le donne lavoratrici ma sulla base delle risorse che risulterebbero ancora disponibili da quelle stanziate lo scorso anno per la proroga già di quest'anno.

Maria Luisa Gnecchi, nel frattempo, si prepara a presentare nell’interrogazione odierna della nuova riunione del Comitato ristretto richieste di modifica all’applicazione degli adeguamenti dei requisiti per la pensione in base agli aumenti dell'aspettativa di vita. La volontà di modificare il meccanismo dell’aspettativa di vita non è una novità ma si tratta di una questione emersa già tempo fa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il