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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 occorre una visione di insieme non singole misure

Continua a mancare un disegno complessivo di intervento sulle novità per le pensioni da parte degli esecutivi.




Sono i fatti a dimostrare come questa prima metà della legislatura l'esecutivo sia andata a colpi di interventi correttivi sulle pensioni, di tamponamento delle emergenze e di misure pensate per salvaguardare precise categorie di lavoratori. Non c'è stato un progetto complessivo per il miglioramento del quadro previdenziale nel segno dello snellimento delle tante norme in vigore, della semplificazione anche in un'ottica di risparmio di spesa e di portata universalità delle misure. E anche i provvedimenti immaginati con la prossima manovra ovvero le mini pensioni con penalizzazioni e interessi da corrispondere a banche e assicurazioni che erogano il servizio, vanno un po' in questa direzione.

A pensarla in questo modo è anche il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, piuttosto scettico rispetto all'ipotesi delle mini pensioni perché costituirebbero una riduzione permanente dell'assegno futuro. A suo dire non si può negare che rate ventennali di ammortamento configurino uno scenario di questo tipo. Stando a quanto ipotizzato dall'esecutivo, i lavoratori a cui mancano fino a tre anni dalla maturazione del requisito per il congedo possono ritirarsi accettando una penalità nell'assegno previdenziale. Così come ritiene che sia evidente che, continuando a lavorare, il contribuente potrebbe accumulare un più alto montante contributivo e dunque i diritto a una pensione più alta.

L'obiettivo di fondo delle riforme che vogliono togliere rigidità al sistema della previdenza italiana, "che ha creato forti disagi sociali fra i lavoratori con più di 55 anni e ha reso più difficile l'ingresso nel mercato del lavoro dei giovani", è quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri. In buona sostanza, secondo il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, l'obiettivo non dovrebbe essere di spingere più persone a uscire dal mercato del lavoro.

In linea con la necessità di intervenire con la definizione di un progetto complessivo sulle novità per le pensioni anche il presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, secondo cui manca una regia a tutte le ipotesi di intervento sul tavolo dei ragionamenti. Proprio per via della complessità delle misure relative alle novità per le pensioni che coinvolgono interessi economici e sociali, ritiene fondamentale assicurare a chi vuole esercitare l'opzione di uscita prima rispetto a quanto previsto, di capire fino in fondo le esatte implicazioni delle loro decisioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il