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Pensioni ultime notizie prospettive e novità condanne Ue dimostrazione che nulla si è capito novità quota 100, quota 41

L'Italia è uno dei Paesi rispetto al quale Bruxelles si è sempre messa di traverso rispetto alla possibilità di intervenire con novità per le pensioni.




In un periodo di grande disaffezione verso le istituzioni europee arriva la bocciatura di Spagna e Portogallo per il mancato rispetto degli impegni sul deficit. I Paesi invocano una sanzione mentre Italia e Francia sono contrarie. La questione salta fuori nel momento sbagliato perché mai come adesso si avverte il bisogno di una Europa più vicina ai territori, attenta ai bisogni sociali, più sensibile alla necessità avvertita di intervenire con vere novità per le pensioni per garantire certezze a chi vorrebbe congedarsi in anticipo rispetto a rigide tabelle di marcia e a chi un lavoro non ce l'ha e vorrebbe subentrare ai dipendenti più anziani nel contesto di una vera staffetta generazionale.

Ma anche se la "multa verrà probabilmente ridotta a zero", come argomentato dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, resta il fatto che l'impegno e l'incoraggiamento europeo sulle novità per le pensioni si lasciano attendere. Ma qual è la situazione reale e soprattutto cosa riferisce il confronto con l'Italia e altri Paesi europei? A Madrid il deficit è al 3,9% e vengono chiesti tagli, ma non c'è ancora un governo. A Lisbona, deficit al 2,7%, c'è un governo contrario ai tagli. "La Francia è un caso a parte", ha detto Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea. I transalpini hanno un deficit al 3,4%.

Infine l'Italia vuole scendere nel 2017 all'1,9% del rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo. Adesso è al 2,4%. Proprio l'Italia è uno dei Paesi rispetto al quale Bruxelles si è sempre messa di traverso rispetto alla possibilità di intervenire con decisione sulle novità per le pensioni. La legge previdenziale in vigore assicura risparmi pubblici e permette di mantenere in ordine i conti pubblici rispetto ai rigidi parametri comunitari.

Di positivo in questo quadro di incertezze c'è l'occupazione potrebbe tornerà ai livelli pre-crisi nel 2017. Lo dice l'Ocse nel suo Employment Outlook, pubblicato proprio nella giornata di ieri. Anche se quest'anno il jobs gap cioè la differenza nel numero di occupati nel 2007 e 2015, è a 5,6 milioni, "le condizioni del mercato del lavoro stanno continuando a migliorare", si legge testualmente nella relazione. Stefano Scarpetta, direttore della divisione lavoro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha ricordato che le medie raccontano solo una storia parziale. In Spagna e Grecia, per esempio, la disoccupazione è ancora alta.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il