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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 nessuna apertura se le proprie carte si giocano per istituti

I miliardi di euro per lo scudo istituti di credito mette a rischio ulteriori concessioni per applicazione novità per le pensioni: situazione e confusione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:33): E' difficile pensare che si possano trovare ulteriori risorse dopo il salvataggio degli isituti per cui sono già stati stanziati miliardi ed altri ne sono predisposti e o in fase di predisposizione. Ma non è solo una questione meramente di soldi. Se l'Italia deve spendere le proprie carte, le proprio fiche sulla trattaive per gli istituti di credito, è difficile poi che ne abbiamo altre per giocarsi le novità per le pensioni o altri temi. Non è che per forza, come abbiamo già visto, serve il consenso della Comunità per prendere determinate decisioni basti evdere Imu e Tasi, ma c'è il momento che mancano solo per il taglio delle imposte almeno 12 miliardi a bilancio, di cui addirittura 15 la maggioranza sperava di poterli prendere da una minore austerity comunitaria. Ma se ora verranno concessi decine di miliardi quali novità per le pensioni ci possono essere soprattutto con una voce nul nuovo bilancio per le novità per le pensioni da pcohe centinaia di milioni? Comunque, nulla come detto è precluso e tutto ruota come sempre sulla vera volontà della maggioranza di fare le novità per le pensioni vedendo prima, però, come si conclude questa faccendo degli istituti di credito.

 

E’ necessario definire aiuti di stato prima per Mps e poi per altri istituti bancari, provvedimenti che potrebbero richiedere fino a 200 miliardi di potenziali scudi e aiuti Stato ed è chiaro che orientandosi verso la necessità di aiuti agli istituti di credito, che poi sono fondamentali per tutelare risparmiatori e correntisti italiani, ci si è giocati le prime carte per la trattativa dei 15 miliardi di euro richiesti dal premier e che allargherebbero le maglio del bilancio, i cui vincoli attualmente sono strettissimi e non permettono ulteriori margini di manovre, continuando a bloccare, di fatto, ogni cambiamento e novità per le pensioni. Al momento la trattativa tra esecutivo ed Europa per nuovi provvedimenti a sostegno degli istituti di credito è piuttosto serrata e tra le possibilità contemplate dalla direttiva europea ci sarebbe anche quella di un eventuale intervento pubblico, senza però toccare conti deposito e con salvaguardie per gli obbligazionisti.

Se, però, i soldi dovessero arrivare bisognerà capire come saranno investiti: sembra che nel momento in cui l’esecutivo avrà a disposizione ulteriori soldi agirà sulle novità per le pensioni prioritariamente ma in realtà così non sarebbe considerando che i tecnici dell’Economia hanno confermato la volontà di un piano di riduzione delle imposte che a maggior ragione di farebbe in tempi più rapidi se si avessero tutte le risorse necessarie a disposizione. Del resto, la stessa Europa appoggerebbe certamente prima il piano di riduzione dei tributi piuttosto che quelle novità per le pensioni nei confronti delle quali si è sempre detta contraria, compiendo, a detta di esecutivo italiano e Istituto di Previdenza, un errore, perché non si rende conto dei vantaggi che le novità per le pensioni come sistemi di quota 100, quota 41 e una mini pensione modulata in maniera diversa rispetto a quanto sta portando avanti l’esecutivo stesso, porterebbero nel nostro Paese, sia da un punto di vista occupazionale, rilanciando il mondo lavorativo per i giovani, sia per i risparmi che, seppur nel lungo periodo, si potrebbero accumulare grazie alle penalità imposte da ogni piano di uscita prima.

La Commissione Ue ha infatti concesso uno scudo da 150 miliardi di euro a tutela del sistema creditizio italiano. Si tratta di soldi richiesti dal nostro Paese in via precauzionale nel caso in cui si verificassero nuove necessità di sofferenze e difficoltà degli istituti di credito. E non si tratta di una cifra casuale, considerando che i 150 miliardi di euro rappresentano i tre quarti delle sofferenze dei nostri istituti di credito e sembrano una necessità contro nuovi attacchi speculativi, soprattutto alla luce delle ultime notizie delle forti perdite che hanno registrato in Borsa istituti come Mps e Unicredit. E’ chiaro come a fronte di questo nuovo scudo, la risposta negativa alla richiesta di ulteriori 15 miliardi, che però servirebbero all’esecutivo per riuscire a realizzare ogni cambiamento al vaglio e auspicato, dal taglio delle imposte a novità per le pensioni e non solo di uscita prima, a misure occupazionali che, secondo le stime costerebbero sugli 8 miliardi di euro quasi. La richiesta di nuovi soldi da parte del premier è stata avanzata qualche giorno fa sulla scia del risultato del voto inglese che ha portato l’Inghilterra ad uscire dall’Europa, evento che ha fatto pensare che l’Europa stessa per evitare u effetto domino di questo referendum potesse decidere di allentare le sue politiche di austerità.

Ma così non è stato: l’esigenza prioritaria è quella di rispettare la tenuta dei conti pubblici, europei e di ogni singolo Paese, per cui per procedere con novità per le pensioni, se davvero è questa l’intenzione della politica, sarà necessario mettere a punto ulteriori provvedimenti che consentirebbero di recuperare i soldi necessari. E abbiamo già visto come quando effettivamente l’esecutivo vuole attuare un provvedimento pur non avendo i soldi, riesce a trovare le coperture necessarie, per cui se davvero si volessero le novità per le pensioni, basterebbe pianificare dove trovare i soldi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il