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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni vinto o perso Renzi referendum diventa segretario e si ricandida

Cosa potrebbe cambiare nelle prossime settimane per mondo politico e scenari possibili dopo voto referendum costituzionale con diversi effetti su novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:33): Il vero problema per le novità per le pensioni e se nelle elezioni successive non ci fosse un vero vincitore, ma con una serie di accordi che già si prefigurano in alcune ultime notizie e ultimissime si arrivasse ad una maggioranza della nazione, una grande coalizione che potenzialmente avrebbe tutte le carte in regola per novità per le penioni anche profonde, ma che probabilmente non le farebbe almeno da subito, pur avendole in parte usate in campagna elettorale

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Che vinca il sì o il no al possimo quesito costituzionale potrebbe non cambiare nulla con le strategie e i movimenti sottotraccia che stanno avvenendo sia per creare un governo dalla larga intese o del presidente o della nazione permettendo allo stesso Renzi di ritornare dopo un periodo anche minimo da segretario nell'agone delle elezioni come confermano alcune ultime notizie e ultimissime. Ma a quel punto nelle elezioni vi dovrebbero essere novità per le pensioni come tematiche fondamentali anche se non è detto come abbiamo già detto e vedremo meglio

Scontri con l'opposizione interna, minacce dalla coalizione, anticipare le elezioni e possibile sconfitta al referendum costituzionale che si terrà il prossimo mese di ottobre: decisamente negative le ultime notizie che interessano l'andamento del mondo politico con il premier protagonista. Si tratta di notizie che nel corso di questi ultimissimi giorni hanno portato a prospettare diversi scenari possibili futuri a seconda delle decisioni che il premier prenderà e dell'esito stesso del referendum. La situazione, pur nella sua complessità, è piuttosto semplice: se il premier aprisse alle richieste presentate da Ncd di modifica dell'Italicum, di parte dell'opposizione interna di rivedere la sua strategia di lavoro, e di un'altra parte dell'opposizione di lasciare la carica di segretario di partito, allora probabilmente la sua stessa 'vita' sarebbe più facile. Le tensioni con l'opposizione si allenterebbero e le minacce di essere lasciato dalla coalizione, tra parte di Ncd e parte di Ala, cadrebbero nel nulla.

Ma lui resiste: dichiara di voler andare avanti per la sua strada, appare duro con l’opposizione, sostiene che nulla cambierà per l’Italicum e che continuerà a mantenere la doppia carica di segretario del partito e premier. E la situazione potrebbe precipitare. E’ proprio questa confusione che apre a diversi possibili scenari: il primo è quello che potrebbe prevedere elezioni anticipate tra qualche mese, anche se il presidente della Repubblica difficilmente lo permetterebbe e sarebbe più orientato alla costituzione di un governo istituti zonale fino alle prossime elezioni che al massimo si potrebbero tenere nel 2017 piuttosto che nel 2018, con lo sfidante del premier in prima linea che potrebbe essere Luigi Di Maio del M5S, e questo scenario aprirebbe decisamente nuove speranze per novità per le pensioni di quota 100 e novità di quota 41.

La ‘battaglia’ si svolgerebbe sui temi particolarmente cari ai cittadini, da novità per le pensioni a imposte e occupazione, per conquistare e riconquistare fiducia e voti. Nel caso di elezioni anticipate il referendum costituzionale slitterebbe. E’ possibile, poi, secondo scenario, che, come sopra accennato, il presidente della Repubblica porti alla formazione di un governo istituzionale in vista delle prossime elezioni ma in tal caso le prospettive di novità per le pensioni sarebbero decisamente negative, perché certamente ci si concentrerebbe, soprattutto il Pd, a rimettersi in carreggiata a partire da accordi e alleanze politiche che impegnerebbero l’attuale esecutivo decisamente tanto. Tra le ultime notizie circolate, però, è possibile che in caso di sconfitta al referendum d’autunno (anche se il premier si dice convinto di una vittoria), il premier effettivamente si dimetta, continuando a mantenere l’incarico di segretario del partito per poi ricandidarsi alle elezioni che si chiederebbe di anticipare.

E anche in questo caso giocherebbero un ruolo importante le novità per le pensioni: rappresentando al momento il cosiddetto tallone di Achille dell’esecutivo, visto che finora nulla di concreto è stato fatto per modificare l’attuale legge pensioni, è plausibile pensare che nel caso di una seconda opportunità in cui lo stesso Renzi si giocherebbe tutto sarà impossibile che nulla si faccia su un tea così particolarmente caro ai cittadini. E si riaprirebbero probabilmente tutti i giochi su novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, modifiche della mini pensione, abolizione dei costi per la riunione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni, e forse anche per l’introduzione, finalmente, dell’assegno universale, che recentemente il premier stesso ha allontanato come ipotesi da realizzare. Ma anche su questo potrebbe esserci un dietrofront.

Molto, dunque, dipenderà da andamento politico delle prossime settimane e, se vi si arriverà, dall’esito del referendum di ottobre che a questo punto, come si era già detto, rappresenterà la vera prova del nove per l’esecutivo. Se, infatti, una volta effettivamente attestata la vittoria del no sono diversi gli scenari politici che potrebbero aprirsi e ognuno con diverse conseguenze per le novità per le pensioni; in caso di vittoria del sì, il potere del premier si rafforzerebbe e probabilmente ogni novità per le pensioni sarà rimandata ancora e il lavoro dell’esecutivo continuerà sulla strada intrapresa già tempo fa che con particolare riferimento alle pensioni contempla al momento solo il piano di mini pensione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il