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Banche a rischio e più sicure Mediolanum, Bnl, Ubi, Banca Intesa, Mps, Unicredit, Bper: novità settimana tra rischi e sicurezza

Per superare lo stallo con Bruxelles il governo italiano sta studiando in questi giorni i possibili interventi di mercato sulle banche.




È giusto ricapitalizzare le banche italiane con denaro pubblico? Nella settimana in cui si parla di Bnl, Unicredit, Mediolanum, Mps, Ubi, Bper, Banca Intesa, si tratta di una delle domande più formulate. Una clausola dell'articolo 32 della direttiva europea sulle banche in vigore da gennaio permette una ricapitalizzazione pubblica preliminare senza staccare la spina a un'azienda, quando questa fallisce uno stress test, una prova da sforzo in un ipotetico scenario di crisi, dell'Autorità bancaria europea (Eba). L'Eba è un'autorità indipendente dell'Unione europea che assicura la stabilità finanziaria e garantisce l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario.

A fine mese pubblicherà i risultati degli stress test che potrebbero sollevare ulteriori dubbi sulla capitalizzazione di Mps in caso di scenari avversi. Lo scoglio principale a un intervento diretto della mano pubblica su Mps, qualora dovesse rendersi necessario un aumento di capitale, resta la necessità che al momento pare inderogabile, che a pagare siano in parte anche gli investitori. Bruxelles ha già aperto a salvare i clienti retail che abbiano sottoscritto obbligazioni subordinate ma, mancando al momento una eccezionalità della situazione che giustifichi un'ulteriore deroga, almeno gli investitori istituzionali dovrebbero essere chiamati a partecipare alla ricapitalizzazione della banca, attraverso una riduzione del valore o una conversione in azione dei bond.

Per superare lo stallo con Bruxelles il governo sta studiando in questi giorni i possibili interventi di mercato. L'Italia vuole ottenere dalla Commissione europea una sospensione per tutti gli investitori del burden sharing, o condivisione dei costi. Cioè la norma per cui azionisti e obbligazionisti sono chiamati a contribuire all'iniezione di capitale nella banca in difficoltà. Il presidente dell'Eurogruppo Jeoren Dijsselbloem teme che il governo Renzi stia utilizzando l'incertezza provocata dalla Brexit per strappare concessioni. La sua posizione è quella di parte dell'establishment europeo, ma è pronto a valutare compromessi, se sostenuti dalla Germania.

Per il settimanale britannico l'Economist, alfiere del liberismo, la risposta è sì: serve una soluzione che scongiuri una volta per tutte la paura di una crisi sistemica e dunque non ha senso rispettare le regole alla lettera. Il settimanale, che al caso dedica la copertina con il titolo The Italian job sollecita però una riforma del sistema bancario che porti gli istituti più piccoli a fondersi e tagli una rete di sportelli giudicata pleonastica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il