BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni registra Governo Renzi ancora consensi soldi pur se M5S avanza

Dati chiaro scuri sul gradimento del governo nonostante resti ancora il primo partito di Italia e conseguenze per novità pensioni in base a scenari possibili




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Molti si chiedono perchè il Governo Renzi non fa nulla sulle novità per le pensioni prima di un voto come quello costituzionale o per evitare di andare prima alle elezioni? Una risposta possono essere i dati sotto di alcuni sondaggi che non lo vedono così male con una base di fedeli che si aggira intorno al 22,5% della maggioranza che rimane solida anzi che è superiore dei punti necessari ancora per vincere soprattutto con qualche alleanza come un Nazareno 2 come da ultime notizie e ultimissime. E così non ci si cerca di ingegnare per trovare i soldi che al momento mancano per le novità per le pensioni o ridurre le imposte per tutti seppur ci si prova ma senza quella frenesia tipica di chi ha paura di perdere. Ma attenzione a correre a questi rischi. Ricordo che questo articolo come tutti gli altri è apolitico e che i sondaggi bisogna sempre prenderli con le pinze

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Gli interventi sulle novità per le pensioni sono legate anche alle ultime e ultimissime notizie che arrivano sul versante dei sondaggi e degli equilibri politici. La situazione è in evoluzione poiché il Partito democratico, anche se sta perdendo consenso, può contare su una maggioranza che gli consente di governare. E in prospettiva c'è chi tira fuori la carta del Patto del Nazareno bis.

Nonostante problemi e clima di incertezza, nonostante gli esiti delle ultime comunali siano stati specchio di una sensazione diffusa tra i cittadini ben chiara, la fiducia nei confronti del governo Renzi è al 70% e, in particolare, per il 43,2% la fiducia è ‘molta’, per il 31,5% è ‘abbastanza’; il 57,7% dei cittadini ha dichiarato che voterebbe ancora Renzi come segretario del Partito Democratico, seguito da Enrico Rossi, governatore della Toscana al 20,7%, Roberto Speranza all'11,7%, e l'attuale presidente del partito Matteo Orfini al 9,9; infine, per quanto riguarda le intenzioni di voto, al primo turno il PD si conferma il primo partito in Italia, nonostante l'ascesa del Movimento 5 Stelle. A rendere note queste ultimissime notizie un sondaggio di Scenari Politici di Huffingtonpost.

Secondo, invece, i risultati di un sondaggi di Euromedia Research pubblicato da Renato Brunetta, con particolare riferimento alle intenzioni di voto sul prossimo referendum costituzionale che si terrà ad ottobre, il 54,1% degli intervistati voterebbe no mentre il 45,9 voterebbe sì, ultimi dati che, secondo Brunetta, sarebbero suscettibili di crescita per il fronte del no. Convinzione che, però, a questo punto potrebbe non essere sostenuta da effettive basi solide, visto che le percentuali di gradimento degli italiani di Pd e provvedimenti del governo sembrano ancora abbastanza alte. E nonostante continui a perdere terreno, il Pd, che secondo l'ultimo sondaggio Swg, dal 31,3% al 30,7% con M5S ancora salito al 30,4% dal precedente 30%, continua ad essere, come già sopra riportato, il primo partito in Italia. Ma il distacco dal M5S sta diventando sempre meno e per mantenerlo o tornare ad aumentarlo sarà necessario che premier e governo facciano qualcosa che permetta al partito di far un netto balzo in avanti nei consensi degli elettori.

I temi su cui bisognerebbe puntare perché questo avvenga, consentendo così anche la tenuta del governo nonostante le minacce di abbandono da parte di Ncd e Ala, sono, come ormai ben noto, novità per le pensioni, imposte e misure occupazionali, questioni che toccano da vicino e in maniera decisamente pratica la vita quotidiana di tutti gli italiani. Si tratterebbe di provvedimenti che spazzerebbero via ogni ombra chiaroscura di fiducia nei confronti del governo perché se dai dati sopra emersi si evince che comunque il Pd resta in testa alle preferenze degli italiani, di contro le percentuali sulle intenzioni di voto sul prossimo referendum d’autunno e il poco distacco esistente tra Pd e M5S, per cui è logico che il governo pensi ad una vera e propria mossa a sorpresa che lo rilanci e che magari possa anche far passare alla coalizione l’intenzione di non appoggiare più l’esecutivo.

I continui scandali che nel corso di questi mesi hanno travolto il Pd, le ultime vicende che hanno visto il coinvolgimento anche del ministro Alfano non sono certo state notizie positive per la tenuta di un governo in pieno equilibrio e la definizione di uno scenario di lavoro dal clima sereno, senza dimenticare lo scontro interno tra maggioranza e opposizione interna, con cui non sembrano cessare le tensioni. Mettendosi a lavoro su una strategia di lavoro che finalmente sappia combinare le diverse esigenze e le diverse richieste, è possibile che si possa mantenere una solida base per mantenere gli alleati, per ammorbidire i toni con l’opposizione e per convincere gli indecisi a sostenere il governo e così facendo facilmente si potrebbe battere quel M5S in continua ascesa ormai soprattutto dopo gli esiti delle ultime comunali. E se questo piano non funzionasse, potrebbe crearsi una situazione di stallo e arrivare alla necessità di creare un governo di larghe intese, come del resto sarebbe nelle intenzioni della stessa Europa.

Se, infatti, Renzi perdesse al referendum di ottobre ma soprattutto se gli italiani non sostenessero più le riforme del governo, sarebbe necessaria un'alternativa anche alle elezioni perchè sarebbe difficile anticiparle, così come tanti stanno dicendo, vista la coesistenza di due diverse leggi elettorali. L'ipotesi più plausibile, stando alle ultimissime notizie, sarebbe quella di una costituzione di un governo di larghe intese, che potrebbe vedere una rinnovata alleanza tra Pd e Forza Italia ma da cui sarebbero chiaramente esclusi Movimento 5 Stelle e Lega, e che servirebbe per traghettare il Paese alle prossime politiche che dal 2018 potrebbero essere a questo punto anticipate al 2017. Quali sarebbero dunque le conseguenze per novità per le pensioni in questo scenario?

Se il governo con Renzi resistesse ma comunque si profilassero nuove elezioni all’orizzonte, allora per le novità per le pensioni potrebbero aprirsi nuovi spiragli di approvazione e di riconsiderazione di modifiche come novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, ma anche novità per le pensioni minori, come la cancellazione dei costi onerosi per le ricongiunzioni dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni, allargando così le possibilità di cambiamento pensionistico da quel sistema di mini pensione che oggi sembra l’unica novità nelle intenzioni del governo, ma che non servirebbe per risolvere le distorsioni causate dall’attuale legge pensioni né a correggere gli errori in essa contenuti.

Per sciogliere qualsiasi dubbio, l’unica certezza che al momento si ha è che bisognerà capire quali saranno le predisposizioni di Renzi stesso, come si potrebbero rimettere a posto gli equilibri politici, sia interni, che con la coalizione, e quali sarebbero le possibili modifiche cui il premier potrebbe aprire per l’Italicum pur se piuttosto difficili, per andare incontro alle esigenze di tutti. E solo nell’ottica di un rinnovato equilibrio ci si potrà concentrare su quali novità per le pensioni lavorare effettivamente, anche e soprattutto in base alla disponibilità di soldi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il