BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie avanzano novitÓ Governo Renzi riunioni Forze Sociali per novitÓ quota 100, quota 41, mini pensioni

Sono ancora tante le questioni al centro del confronto tra forze sociale e Palazzo Chigi sulle pi¨ appropriate novitÓ per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:02): C'è comunque, molta confusione, tra le ultime notizie e ultimissime che arrivano. Da una parte si parla di potenziali intese per le novità per le pensioni che aprirebbero anche al voto di ottobre-novembre con il consenso al Governo Renzo delle Forze Sociale, dall'altta di possibili scioperi a settembre proprio perchè le intese sonod avvero lontane secondo altre ultime notizie e ultimissime. E, infine, c'è chi parla dell'arrivo di un documento scritto con ulteriori novità per le pensioni avanzate da diversi forze sociali che però, ovviamente, andrebbe in contrasto con il silenzio che entrambe le aprti in trattaiva si erano imposti

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Continuano nel silenzio come da accordi che era stati ufficializzati nelle ultime notizie e ultimissime le riunioni per le novità per le pensioni tra Forze Sociali e Governo Renzi. Da quello che si apprende c'è una converganza sull'unione dei contributi gratuita e il riscatto di alcuni anni scolastici a costi molto bassi. Ma sono le cose più semplici. Distanza ancora sulle mini pensioni e quota 41 su cui si tratta. Quota 100 al momento sembra accantonata. Si parla anche di detassazione all'interno della riduzione generale delle imposte che potrebbe rientrare le pensioni più basse ma anche tutte se si trovassero i 7-12 miliardi che mancono ancora a bilancio in quanto le imposte sono l'obiettivo principale del Governo Renzi. Certo, a discapito di altre novità per le pensioni come metodi per uscire prima

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Stando alle ultime e ultimissime notizie, esecutivo e forze sociali fanno sul serio sulle novità per le pensioni. O meglio, alla luce delle tante riunioni allestite fino a questo momento e considerando i tanti tempi al centro del confronto, sembra che vogliano arrivare fino in fondo. La priorità è per i lavoratori che hanno iniziato in giovane età e per chi svolge attività faticose.

Sono ancora tante le questioni in discussione tra esecutivo e forze sociali in vista dell'elaborazione del piano sulle novità per le pensioni da far passare con la manovra di fine anno. Le stesse mini pensioni con penalizzazioni, con cui un lavoratore di almeno 63 anni può congedarsi fino a 3 anni prima del previsto grazie all'aiuto economico di banche e assicurazioni, sono ancora nella fase embrionale. Si cerca chiarezza sui destinatari della misura, sull'entità delle penalizzazioni e sugli interessi da corrispondere. Sotto il primo punto di vista è allo studio il coinvolgimento degli statali, oltre che dei lavoratori privati e dei disoccupati che rispondono ad alcuni requisiti ben precisi.

Sul tavolo della previdenza anche i temi della ricongiunzione, del lavoro di cura, dell'impatto del contributivo sui giovani, degli investimenti dei fondi pensione, della rivalutazione della pensioni, della separazione tra previdenza e assistenza, della riforma dell'Istituto nazionale della previdenza sociale così come dei centri per l'impiego, degli incentivi al lavoro stabile, del potenziamento della contrattazione aziendale, dell'indennità di disoccupazione Naspi.

Tra i nodi più spinosi ovvero quelli che per le forze sociali andrebbero sciolti con priorità assoluta, c'è quello realtivo a chi svolge attività prevalentemente faticose. Attualmente i requisiti per i lavoratori dipendenti prevedono il raggiungimento di quota 97,6, come somma di età anagrafica e anzianità contributiva, di cui almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi. Ai lavoratori autonomi viene chiesta la maturazione di quota 98,6 di cui almeno 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi. Rientrano in questo contesto anche i lavoratori notturni ovvero coloro che maturano almeno 78 notti lavorate per almeno 6 ore di 5 tra la mezzanotte e le 5, o tutto l'anno per almeno 3 ore.

Per loro l'accesso al trattamento previdenziale è possibile con quota 97,6, di cui almeno 61 anni e 7 mesi di età (dipendenti) o con quota 98,6, di cui almeno 62 anni e 7 mesi di età (autonomi). E ancora: tra 64 e 71 notti, quota 99,6, di cui almeno 63 anni e 7 mesi di età (dipendenti) o con quota 100,6, di cui almeno 64 anni e 7 mesi di età (autonomi); tra 72 e 77 notti, quota 98,6, di cui almeno 62 anni e 7 mesi di età (dipendenti) o con quota 99,6, di cui almeno 63 anni e 7 mesi di età (autonomi). Secondo le forze sociali, si tratta di posizioni migliorabili, così come quelle relative a chi ha iniziato a lavorare in giovane età, rispetto a cui è in pista l'applicazione di quota 41 come soli anni di contribuzione da versare.

Tra i fronti di discussioni aperti c'è quello relativo all'allargamento della no tax area ovvero il etto entro il quale i pensionati non pagano l'Irpef, compatibilmente con le risorse disponibili. Palazzo Chigi e le forze sociali stanno ragionando sul miglioramento delle condizioni esistenti ovvero quelle fissate con l'ultima manovra. Stando alle norme in vigore, per gli over 75 anni l'innalzamento è di 250 euro (dai 7.750 euro dei 12 mesi precedenti a 8.000 euro), per gli under 75 di 50 euro (da 7.500 euro a 7.750 euro).

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il