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Pensioni ultime notizie novità a livello di numeri positive per la maggioranza pur senza novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Quando si parla di novità per le pensioni occorre prendere in considerazioni anche i delicati equilibri politici nella maggioranza a Plazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:17): Nonostante i rilievi mostrano numeri in calo, la maggioranza detiene ancora le sue solite fondamenta di fedelissimi e insieme ad altri arriva al 30% circa nonostante la continua crescita del Movimento 5 Stelle. Non solo, diversi sono ancora gli indecisi e quetsi sono risultati abbastanza sorprendenti leggendo il sentiment online ma non solo con rabbia e delusione per la mancanza di novità per le pensioni, imposte e chi si attendeva una maggiore occupazione e in generale un migliori supporto sociale. E la sifda con il Movimento 5 Stelle e le altre forze si giocherà su questi temi sempre che la maggioranza ne riprenda la consapevolezza che al momento sembra mancare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:06): C'è chi spera nella caduta del governo per dare una nuovo indirizzo alle novità per le pensioni. Ma le ultime e ultimissime notizie sembrano escludere questo scenario. Nonostante le fibrillazioni nella maggioranza con il Nuovo centro destra, il gruppo Ala che fa riferimento a Denis Verdini e l'opposizione interna per ragioni diverse sul piede di guerra, nulla dovrebbe succedere almeno fino al referendum.

Tra sondaggi elettorali e referendum costituzionale, nuova legge elettorale da cambiare e uno scontro tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle sempre più nel vivo per la guida del Paese alle prossime elezioni politiche, il destino delle pensioni e delle possibile novità è condizionato da troppi fattori. Fosse per il premier e per il ministro dell'Economia, l'attuale legge previdenziale non verrebbe modificata. Al massimo verrebbero introdotte solo alcune correzioni per sanare gli errori più evidenti. Insomma, non si farebbe nulla di diverso rispetto a quanto visto finora. E in fin dei conti, anche le mini pensioni con penalizzazioni, attualmente allo studio a Palazzo Chigi, non sostituiscono e non cambiano le norme in vigore. Le affiancano.

C'è però un'opposizione interna al Partito democratico decisamente critica e battagliera su tutti i fronti, a iniziare da quello delle novità per le pensioni. Con quali risultati resta tutto da capire, ma nel frattempo non perde occasione per farsi sentire. La novità dell'ultim'ora è rappresentata dalla richiesta di aprire un tavolo in Parlamento per cambiare l' Italicum o meglio, per una nuova legge elettorale. Unaa proposta tra il rilancio e la provocazione, per capire se è reale l'apertura al dialogo del segretario. I renziani restano per il momento in silenzio, perplessi sulle possibilità di trovare in questo momento i numeri in Parlamento.

Il Movimento 5 Stelle attacca spiegano che le priorità per il Paese sono altre, tra cui le novità per le pensioni, rispetto a cui la proposta centrale rimane quella della previsione dell'assegno universale nel contesto di un articolo progetto sulla previdenza italiana. E le opposizioni incalzano: le aperture sulla legge elettorale e sullo spacchettamento dei quesiti referendari, accusa Sinistra italiana, sono dettate dalla paura di perdere. Di ritorno dal vertice Nato Renzi, dopo aver detto quello che pensava ha dichiarato il silenzio stampa sul tema. Una posizione che, sulle novità per le pensioni, è in realtà stata una costante sin dall'inizio di questa legislatura.

Certo, spiegano dalla maggioranza del Partito democratico, il dialogo sulle modifiche è ufficialmente aperto su tutti i fronti, pensioni incluse, e porterà nei prossimi giorni a intensificare contatti e sondaggi informali. Ma in questo momento non si vedono i contorni di una maggioranza in grado di concordare modifiche. La stessa apertura renziana, fanno notare, è stata dettata dalla necessità di arginare le fibrillazioni interne al Nuove centro destra, che impensieriscono in Senato. Dunque, è difficile che il Partito democratico prenda l'iniziativa di aprire sedi di confronto ufficiale, come chiedono i bersaniani.

Più probabile, invece, che una discussione vera si apra dopo la pronuncia dell'Altra Corte sulla costituzionalità della legge, prevista il 4 ottobre, cioè prima della data del referendum. A quel punto se la Corte cassasse alcune parti dell'Italicum, aprire un dialogo obbligato su tutti i fronti, novità per le pensioni incluse, e muoversi dentro i paletti della sentenza aiuterebbe a trovare una maggioranza per le modifiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il