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Pensioni ultime notizie elezioni novità vinte o perse con o senza referendum per novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Sono ancora tante le incertezze sulle novità per le pensioni legati alle turbolenze politiche nella maggioranza a Palazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:31): Le elezioni vengono considerate da molti come l'unica soluzione per poter avere delle novità per le pensioni reali e radicali non credendo più a nessuna delle ultime notizie e ultimissime di trattative seppur vadano avanti con più sogettti. Il vero problema è che anche la sconfitta nel referendum non darebbe una sicurezza di nuove elezioni subito e anche elezioni le elezioni successive se non ci fosse una vera maggioranza si potrebbero trasformare in un esecutivo della nazione che seppur avrebbe tutte le basi per fare qualcosa di importante per le novità per le pensioni, potrebbe limitarsi ulteriormente magar avendo usato anche le novità per le pensioni per vincere nel voto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22): Salgono l'attenzione e le preoccupazioni per la tenuta della maggioranza. Dalla sua stabilità ovvero dalla sua permanenza a Palazzo Chigi dipende il percorso delle riforme di questa seconda parte della legislatura, novità per le pensioni incluse. E le ultime e ultimissime notizie riferiscono anche oggi di confronti e trattative informali in corso tra le forze politiche.

Sono tante, forse troppe, le variabile politiche che influenzano il percorso delle novità per le pensioni. Tra queste c'è naturalmente quella del referendum di autunno, rispetto a cui il premier ha legato il suo destino politico. La partita vera, notano però i renziani, si giocherà dopo che, il 4 ottobre, l'Alta Corte si pronuncerà sulla legge, magari bocciandola in parte. E non sarà di certo l'esecutivo l'ostacolo a cambiare. Intanto, c'è il referendum. Sulla data, il presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico continua ancora a giudicare probabile una chiamata alle urne a ottobre, mandando così all'aria parte delle riforme in corso, tra cui quella delle mini pensioni con penalizzazioni, ma apre all'ipotesi del 6 novembre e assicura che non si andrà troppo oltre.

Di sicuro - sono parole sue - non sarà sotto Natale. Il cruccio, piuttosto, è non essere riuscito a impostare la campagna referendaria come avrebbe voluto e tra cambiamenti della costituzione e nuova legge elettorale c'è evidentemente molta confusione. Il premier, per attenuare l'effetto di personalizzazione del voto, non evoca le dimissioni in caso di vittoria del no. E punta a "inchiodare nel merito chi dice no anche con l'aiuto di quel pezzo importante dell'Italia migliore che è con noi". Il referendum, spiega il premier, è cruciale per il futuro del Paese e se non si cambia adesso la Costituzione non cambierà niente per un decennio. Dunque sappia, chi vuole abbattere il governo, che potrebbe pentirsene perché dal no non si torna indietro.

E sulle pensioni, in caso di vittoria del sì, è verosimile credere che Palazzo Chigi continui lungo la rotta tracciata che non prevede il cambiamento dell'attuale legge previdenziale, ma solo l'introduzione della formula delle mini pensioni con penalizzazioni per chi, a ben precise condizioni, decide di ritirarsi fino a 3 anni prima.

Il punto è che mai come adesso, la conta della maggioranza è un'operazione tutt'altro che scontata. Maggioranza che al momento non si vede, osservano i renziani. Dall'opposizione interna si continua a chiedere ai vertici del partito di aprire subito un tavolo di confronto nel merito di tutte le questioni al centro dell'agenda politica, dal referendum costituzionale alla nuova legge elettorale passando per le novità per le pensioni. A detta dell'ala minoritaria, il premier segretario non può oggi limitarsi a una semplice disponibilità. Il sospetto dei bersaniani è che dietro l'apertura ci sia solo tatticismo. E attenzione ai mal di pancia del Nuovo centro destra.

Questo è infatti tempo di chiarimenti dentro Ncd, tra i governisti e i milanisti ovvero quelli che nel centrodestra si ispirano al modello Milano di unità. A breve è prevista la riunione tra i senatori alla presenza di Angelino Alfano. L'incontro però non dovrebbe concludersi con una frattura, ma servirà a capire gli sviluppi immediati per esecutivo e maggioranza. Quest'ultima è alle prese anche con i dibattiti interni a Scelta civica, divisa tra chi vuole formare un unico gruppo alla Camera con Ala e chi no.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il