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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 privilegi intoccabili per alcune categorie si mantegono

Si cercano soldi per realizzare finalmente novità per le pensioni per tutti, come necessità impone, ma continuano privilegi: i casi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:03): Si mantengono alcuni privilegi per determinate categorie e anzi sembrano aumentare le ultime notizie e ultimissime di gruppi che possono andare in pensione con le vecchie regole, addirittura agevolate. Serveono novità per le pensioni sistematiche e mentre si parla tanto di quota 100, quota 41 e mini pensioni già unificare tutte le regole permeterebeb di risparmiare alcuni miliardi 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Vale la pena ricordare come il primo a sottolineare l'indispensabilità di far passare le novità per le pensioni dal taglio dei privilegi sia stato l'attuale presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. E non servono adesso le ultime e ultimissime notizie a ricordare come abbia da tempo aperto una finestra pubblica di conoscenza sulle posizioni più squilibrate.

Continuano le trattative per novità per le pensioni tra esecutivo le forze sociali e continuano gli incontri anche tra esecutivo e gruppi online nati proprio per la necessità e l’urgenza di chiedere la realizzazione di novità per le pensioni che sappiano finalmente correggere quegli errori creati dall’attuale legge pensioni. Le ultime notizie si concentrano particolarmente sulle urgenze da mettere in atto dovendo fare però i conti con la disponibilità, decisamente scarsa, di risorse economiche, motivo per il quale l’esecutivo si starebbe concentrando sul piano di mini pensione che nonostante sia limitato, poco conveniente e che non piace per nulla, costerebbe ‘solo’ 500 milioni di euro, decisamente meno dei miliardi che richiederebbe l’attuazione di novità per le pensioni di quota 100 o novità per le pensioni di quota 41. Mentre il dibattito su quale misura pensionistica introdurre per tutti e per modificare per tutti le attuali norme continua, continuano, di contro, anche a perpetrarsi ingiustizie e privilegi.

Esistono, infatti, categorie di lavoratori che a differenza di altre e soprattutto di coloro che per cui da tempo si chiedono novità, vale a dire chi ha iniziato a lavorare prestissimo o chi svolge attività faticose, possono andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi: stiamo parlando degli impiegati del comparto difesa e sicurezza, che possono andare in pensione di anzianità a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o se hanno una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall'età anagrafica e in tal caso il requisito anagrafico non si adegua agli alla speranza di vita se al compimento dell’età richiesta sono già stati maturati i 35 anni di contributi; dei lavoratori del comparto dello spettacolo, che vanno in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, di attori, conduttori, direttori d’orchestra che vanno in pensione a 61 e 7 mesi, di cantanti, orchestrali e concertisti che vanno in pensione a 61 anni e 7 mesi di età per gli uomini che scendono a 58 anni e 7 mesi per le donne.

Atri privilegi che continuano a discapito di alcuni lavoratori  nascono da novità per le pensioni decisamente negative con i vari enti che non pagano i contributi, di fatto obbligando i comuni cittadini a coprire anche quelli con gravi ripercussioni sulla finanza dell'Ente. Inoltre, alcuni lavoratori appartenenti all’Istituto di Previdenza, categorie, come piloti e assistenti di volo, prefetti, percepiscono assegno mensili gonfiati, decisamente più alti rispetto al valore degli effettivi contributi versati, e in questo quadro di netti privilegi si inserisce anche il caso delle elevate pensioni che vengono erogate agli alti esponenti istituzionali, sia locali che nazionali.

E i casi di privilegi pensionistici per alcune categorie di lavoratori non finiscono qui perché le ultime notizie interessano il caso Sicilia dove, nonostante le attuali norme pensionistiche, i dipendenti della Regione continuano ad andare in pensione con le vecchie regole, privilegio che però vale anche per i dipendenti delle società partecipate e delle camere di commercio, segno di un continuo sperpero di denaro oggi che mette in grave pericolo le generazioni del domani. Il punto è che pur sapendo di violare in certo senso la legge e di creare rischi per il futuro si continua comunque ad agire sbagliando, con molta noncuranza.  
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il