BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quali novità accordi siglati sindacati referendum per potenziali novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Sono in tanti a vedere nella crisi della maggioranza e in nuove elezioni interessanti opportunità per le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:17): la domanda che sorge spontanea per le novità per le pensioni dopo gli accordi con alcuni gruppi sindcali è se c'è stato una convergenza su alcuni punti. Non è bello da dire, potrebbe essere considerato come uno scambio, ma nelle trattative sociali può esserci anche questo questo, anche se ripetiamo, non è bello. In realtà, il paradosso è che non si conoscono tranne forse una sui bonus novità per le pensioni ottenute dalle forze sociali, anzi la differenza rimane ancora ampia.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): La strategia dell'esecutivo in vista del referendum costituzionale d'autunno è chiara e trova conferme anche dalle ultime e ultimissime notizie: cercare appoggi anche tra le forze sociali per la campagna del sì, in grado di assicurare un ampio bacino di voti favorevoli. Resta da capire se nel gioco delle intesa possano rientrare anche provvedimenti sulle novità per le pensioni.

I più maliziosi vedono in questo improvviso avvicinamento con le forze sociali il tentativo dell'esecutivo di raccogliere consenso in vista del decisivo referendum costituzionale d'autunno. A rimanere delusi sono coloro che credono come una crisi a Palazzo Chigi porterebbe a nuove elezioni ovvero a un cambio della guardia che non potrebbe che fare bene alle novità per le pensioni. Questo esecutivo, è la principale contestazione, appare troppo timido rispetto alle possibilità di cambiare e migliorare l'attuale legge previdenziale. La sola prospettiva delle mini pensioni con penalizzazioni non sembra sufficiente a correggere gli squilibri sociali delle regole in vigore.

La dimostrazione più recente è arrivata dal recente scambio di tenerezze politiche tra il segretario generale della Cisl Anna Maria Furlan e il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. Per la prima "non serve l'instabilità. Abbiamo bisogno di stabilità per far ripartire l'economia. La Cisl non è né pro Renzi, né contro Renzi. La Cisl è per il Paese". In buona sostanza ha dato il suo via libera a votare sì al referendum, rispetto al cui esito quale il premier aveva inizialmente legato la prosecuzione della sua carriera politica. Per la seconda "la Cisl si è messa sempre tra coloro che innovano, tra coloro che cercano di andare avanti sulla strada delle riforme e non tra i conservatori, tra coloro che ritengono invece che tutto vada bene così com'è e non hanno interesse a cambiare".

Una convergenza di vedute che non è andata giù a tutti, anche perché leggendo il sentimento online della base, prevale la contrarietà al referendum. Con le stesse forze sociali, poi, è in corso il confronto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulle novità per le pensioni più opportune da far passare con la prossima manovra. E che la situazione si stia normalizzando sia nei rapporti con le forze sociali e sia all'interno della maggioranza, per la delusione di chi vede nella crisi e in nuove elezioni interessanti opportunità per le novità per le pensioni, è dimostrato dalla mancata imboscata sul disegno di legge sugli enti locali al Senato. La maggioranza assoluta di 161 ci sarà.

I centristi sminano così il campo da possibili trabocchetti estivi all'esecutivo. Palazzo Chigi che si avvia alla sua cruciale partita referendaria in un contesto nel quale aumentano però, tra i partiti alleati del Partito democratico e anche tra i democratici, le pressioni per modificare l'Italicum. Mentre, nel caso dell'ex premier Massimo D'Alema, il clima ormai è quello dello scontro frontale. Gli affondi dell'ex segretario del Partito democratico, secondo fonti parlamentari, avrebbero irritato non poco il premier che, tuttavia, preferisce adesso non parlare. In vista del referendum, le spine nel fianco restano comunque diverse. C'è il nodo Italicum, sul quale sono forti le pressioni non solo nel Pd ma anche da parte dei centristi, che spingono per un modifica con premio alla coalizione prima dell'appuntamento referendario.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il