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Riforma pubblica amministrazione Renzi-Madia 2016: rinnovo, aumento stipendi, contratti, regole dopo comparti riordiamento

Chiusa la partita della riduzione dei comparti pubblici, adesso le attenzioni si spostano sul rinnovo dei contratti degli statali.




Tempo di rinnovo dei contratti degli statali dopo il via libera alla riduzione del numero dei comparti pubblici da 11 a 4. Si tratta di Funzioni centrali, nel quale confluiscono ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici e altri enti; Funzioni locali, che mantiene i confini dell'attuale comparto Regioni-autonomie locali; Istruzione e ricerca, che quindi si uniscono assieme all'università, e Sanità, che di fatto resta invariato. A questo punto la trattativa con i sindacati più iniziare. Sul piatto ci sono 300 milioni di euro per i redditi più bassi e comunque legati a produttività e merito. A fine anno i dipendenti che andranno a lavoro in base a vecchie regole e salari congelati saranno oltre 12 milioni, avvertono Cgil, Cisl e Uil

A settembre non è escluso uno sciopero, stavolta generale. Due sono le partite considerate decisive: i rinnovi per i pubblici e per i metalmeccanici. La richiesta dei tre sindacati è chiara: chiudere presto gli accordi. E le parole del leader della Fiom, Maurizio Landini, non lasciano dubbi: senza novità "a settembre dovremo aprire unitariamente una fase di mobilitazione esplicita". La polveriera è rappresentata dalla mole di contratti già scaduti o in scadenza. La Uil fa luce in un rapporto che stima in circa 9 milioni i lavoratori del settore privato che ogni giorno vanno in fabbrica o in ufficio in base a regole vecchie e soprattutto a salari fermi.

La pubblica amministrazione contribuisce, e da "oltre sei anni", con 3,2 milioni di lavoratori. Per Barbagallo la posta in gioco è alta: il rinnovo oltre che un diritto "è un investimento per la crescita". Il tutto mentre prosegue il pressing del Parlamento per rendere più stringenti i tetti sulle retribuzioni dei manager pubblici, ponendo anche un freno alle buonuscite. Camera e Senato chiedono anche di rivedere i divieti sugli incarichi e individuare task force ad hoc per monitorare la sforbiciata sulle municipalizzate. L'elenco delle correzioni consigliate è lungo ma in entrambi i casi la premessa è un parere favorevole al decreto sulle partecipate.

L'obiettivo è sfoltire il groviglio di società pubbliche, con risparmi annessi. E a proposito di riduzione della spesa, l'Agenzia per l'Italia digitale ha appena stilato una guida per mettere un freno agli acquisti di PC, tastiere, mouse,schermi e tutto ciò che rientra sotto la voce di gestione corrente del settore informatico (sono quindi esclusi gli investimenti in innovazione). Un primo passo per abituare le amministrazioni a una dieta che entrerà a regime nel 2017.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il