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Pensioni ultime notizie contro novità negative forze sociali europee con posizione netta su novità pensioni

La situazione italiana nel contesto delle novità per le pensioni rappresenta quasi un unicum nel panorama europeo.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22): Continua a far discutere quell'accordo raggiunto tra il segretario generale della Cisl Anna Maria Furlan e il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi per votare sì al referendum costituzionale d'autunno. E continua a far discutere perché secondo le opinioni che si ricavano dalle ultime e ultimissime notizie, le forze sociali dovrebbero avere un atteggiamento più combattivo anche in vista della novità per le pensioni, su cui è aperto un tavolo di confronto al Ministero del Lavoro.

Non è affatto una novità che i cambiamenti nel sistema delle pensioni in Italia siano ostacolati dalla resistenza di Bruxelles. L'Europa vede di ben grado l'attuale legge previdenziale italiana, considerata una fonte di risparmi per le casse dello Stato nell'ottica del rispetto dei rigidi equilibri europei. E così accade che tutti i cambiamenti proposti o introdotti in questi anni siano stati solo di tipo correttivo ovvero non sono stati in grado di scardinare un meccanismo che ogni anno sposta in avanti l'età della pensione e rende sempre più complicata l'uscita un po' prima. Eppure la situazione italiana rappresenta quasi un unicum nel panorama europeo.

Altrove la situazione appare meno rigida, come in Germania, dove gli assegni previdenziali vengono toccati verso l'alto, ma anche in Francia, dove l'età del ritiro a vita privata è decisamente più bassa. E quando si cerca di mettere mano sulle pensioni o sul lavoro, i cittadini sono pronti a scendere in piazza. Le ultime notizie raccontano invece che in Italia il segretario generale della Cisl Anna Maria Furlan e il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi raggiungono un accordo per votare sì al referendum proprio nei giorni in cui le forze sociali stanno concertando con il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali le novità per le pensioni più opportune.

L'esecutivo sta adesso lavorando nella definizione delle mini pensioni, di cui vanno però chiariti molti aspetti. Si va dalla penalizzazioni da applicare all'esatta individuazione della platea dei beneficiari, dagli interessi che in qualche modo dovranno essere corrisposti a istituti di credito e assicurazioni che anticiperanno la somma per il congedo al rapporto con il Trattamento di fine rapporto che, di fatto, potrebbe essere una sorta di garanzia dello Stato nel caso di problemi o della morte del pensionato. Si tratta evidentemente di questioni centrali, rispetto alla quale occorrono evidentemente forze sociali combattive e pronte a lavorare per l'interesse del Paese.

Per ora si pensa a coinvolgere gli over 63 ovvero i lavoratori nati negli anni 1951, 1952 e 1953. Tra le ipotesi c'è la riduzione del 2-3% per ogni anno di anticipo sui trattamenti fino a tre volte il minimo e del 5-8% per ogni annualità su quelli più elevati. Nessun taglio per la quota di pensione contributiva maturata dal primo gennaio 1996 per chi al 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi e dal primo gennaio 2012 per chi al 31 dicembre 1995 aveva più di 18 anni di contributi. La durata dell'ammortamento per restituire a rate la quota di pensione anticipata potrebbe oscillare tra i 15 e i 20 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il