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Brexit referendum Inghilterra aggiornamenti in tempo reale e cosa deve fare Parlamento Ue, come cambiare politiche e rilancio

Brexit o non Brexit, l'Unione europea deve dare risposte in tempi stretti per avvicinarsi ai territori e ai cittadini.




Cosa succede adesso che la Grande Bretagna è uscita dall'Unione europea? Per lunedì è convocata la riunione straordinaria del Collegio dei commissari, che metterà a punto la posizione alla vigilia del vertice di martedì e mercoledì. Nella coalizione europeista che al Parlamento europeo sostiene l'esecutivo Juncker, i liberali sono i più determinati a chiedere una riforma dell'Unione europea. Ma anche i socialisti sono convinti che non sarà possibile ripartire come se nulla fosse accaduto. Nelle discussioni di questi giorni è stata ventilata l'ipotesi di una presa di posizione dei sei Paesi fondatori: e i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo e Olanda si riuniranno domani a Berlino.

Sul clima politico nell'Unione europea peseranno anche le prossime, delicate elezioni: nel 2017 si vota in Francia e Ungheria per le presidenziali, in Germania, Repubblica ceca e Olanda per le amministrative. Brexit o non Brexit, c'è comunque un doppio rischio politico per l'Unione europea e su entrambi in versanti occorrono risposte in tempi stretti per evitare un effetto domino ovvero costruire una Europa più vicina ai territori. Da un lato altri Paesi potrebbero chiedere deroghe al processo di integrazione non dissimili da quella concesse in febbraio proprio dall'Unione a Londra.

Sulla base di quell'accordo, ora nullo per via della Brexit, la Gran Bretagna poteva chiamarsi fuori da qualsiasi ulteriore progetto di integrazione e cessione di sovranità e poteva limitare l'accesso al proprio welfare dei cittadini di altre nazionalità Ue residenti comunque nel Paese. L'altro rischio è legato alla mancanza di un reale progetto nuovo di integrazione in senso federale e politico da parte dall'Unione. Si è parlato di un possibile piano di difesa e sicurezza comuni, ma resta molta incertezza. Intanto a un progetto come l'Unione bancaria continua a mancare il terzo pilastro, l'assicurazione comune sui depositi, a causa dell'opposizione della Germania.

Pur trattandosi di una misura di politica monetaria non convenzionale, il Quantitative easing della Banca centrale europea non è una misura d'emergenza ma un piano d'acquisto di asset sul mercato (titoli di Stato e bond societari non finanziari), già lanciato nel marzo del 2015 per far risalire l'inflazione. Il ritmo mensile di acquisti, inizialmente di 60 miliardi di euro, è ora salito a 80 miliardi. Infine, definito anche scudo anti-spread, il piano Omt fu concepito nell'estate del 2012 nel momento più acuto della crisi dell'Eurozona.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il