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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Governo Renzi nulla o quasi ed è scontro su assegno universale

Contestato l'assegno universale governativo perché considerato un provvedimento assistenziale che non risolve il problema dell'indigenza in Italia.




Nel contesto di un progetto più ampio sulle novità per le pensioni c'è il via libera dell'Aula di Montecitorio a una variante dell'assegno universale. Si tratta di una misura nazionale di contrasto all'indigenza e dell'esclusione sociale. Il provvedimento è individuato come livello essenziale delle prestazioni da garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Il problema è che si tratta di una soluzione parziale ovvero che interviene su un preciso segmento di bisogno, ma che non è ancora affiancato da un piano più strutturato. La sola ipotesi che circola a Palazzo Chigi è quella delle mini pensioni con penalizzazioni da quantificare.

In questo contesto è interessante far notare la posizione del Movimento 5 Stelle, da sempre sostenitrice di un disegno di legge sull'assegno universale, come punto centrale di un progetto sulle novità per le pensioni. Ebbene la decisione in Aula è stata quella dell'astensione dal voto. La ragione? Viene considerato un provvedimento assistenziale che non risolve il problema dell'indigenza in Italia e che è destinato a una piccola parte delle persone bisognose. Al contrario, è la netta posizione, "l'Italia invece avrebbe bisogno di un intervento che aiuti tutti i cittadini a uscire dalla condizione di povertà e che li sostenga nel reinserimento nella società. Quel tipo di intervento già esiste" ovvero l'assegno universale.

Nella loro formulazione si tratta da un lato garantire un livello minimo di sussistenza e dall'altro incentivare la crescita personale e sociale dell'individuo attraverso l'informazione, la formazione e lo sviluppo delle proprie attitudini e della cultura. Più precisamente prevede che per tutti i cittadini italiani, europei e gli stranieri provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di reciprocità sulla previdenza sociale sia garantito un assegno minimo stabilito in ordine alla composizione del nucleo familiare e all'indicatore ufficiale di povertà monetaria dell'Unione europea.

E mentre il provvedimento sulle norme di contrasto all'indigenza è in Aula, alla Camera dei deputati si sta ancora studiando se sia possibile, sopratutto dal punto di vista economico e nel contesto di un progetto sulle novità per le pensioni, e con quali modalità, estendere le misure anche a chi, pur non avendo cittadinanza italiana, è un uno straniero con regolare permesso di soggiorno. Questa norma si renderebbe necessaria perché in linea con gli standard europei in materia. Finora il disegno di legge sulla povertà non contiene indicazioni in merito e sono in corso contatti per trovare la soluzione in linea con le esigenze italiane e le normative presenti in gran parte dei Paesi dell'Unione europea.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il