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Pensioni ultime notizie e prospettive novità Legge Stabilità per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Tra i nodi da sciogliere sulle novità per le pensioni c'è quello relativo a chi ha iniziato a lavorare in giovane età.




La posizione dell'esecutivo in vista della prossima manovra è chiara: le novità per le pensioni non passeranno affatto dalla riscrittura delle norme in vigore, ma solo dalla correzione di qualche errore di troppo e dalla concessione della possibilità di uscire un po' prima a ben precise condizioni. Si tratta delle cosiddette mini pensioni, rispetto alle quali le forze sociali sono critiche non sulla misura in sé ovvero un sistema che permette ai lavoratori di uscire fino a tre prima, facendosi anticipare la somma, da restituire integralmente e in piccole rate, per accedere al trattamento previdenziale. Ma sul costo ovvero sulle penalizzazioni che questo provvedimento avrà sugli stessi aspiranti pensionati.

In linea generale il taglio della pensione andrebbe da un minimo del 2% fino a un massimo del 12%. Percentuali che variano in base ai beneficiari della misura tra quelli che vogliono andare in pensione prima per ragioni di carattere personale; coloro che hanno perso il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisiti per congedarsi; coloro che sono oggetto di prepensionamento da parte delle rispettive aziende. Nessuna ipotesi concreta, almeno per ora, per chi ha iniziato a lavorare in giovane età (gli interessanti continuano a chiedere l'applicazione di quota 41 come anni di contributi versati senza tener conto dell'età anagrafica) e per chi svolge attività faticose.

Provando a fare qualche esempio, le mini pensioni si rivolgono ai nati entro il 31 maggio 1951 che quest'anno compiono 65 anni a cui manca 1 anno alla pensione di vecchiaia. Per tutti loro, incasso più basso del 4%. Le donne, con già 20 anni di contributi al 31 dicembre 2011 possono invece uscire in qualsiasi momento. Poi ci sono i nati dal primo giugno 1951 al 31 maggio 1952 che quest'anno compiono 64-65 anni, a cui manca da 1 anno e 1 mese a 2 anni alla pensione di vecchiaia. Su un reddito di 1.000 euro occorre mettere in conto un importo di 920 euro. Le donne nate entro il 31 marzo 1952 hanno un diritto acquisito nel 2015 se vantano 20 anni di contributi, le lavoratrici nate dal primo aprile al 31 maggio 1952 anticipano da 11 mesi a 12 mesi.

Poi ci sono i nati dal primo giugno 1952 al 31 gennaio 1953 che quest'anno compiono 63/64 anni a cui manca da 2 anni e 5 mesi a 3 anni alla pensione di vecchiaia: la rendita ridotta fino al 12%. Analoghi requisiti per le donne. In linea di massima, le mini pensioni risultano maggiormente vantaggioso per chi ha redditi bassi rispetto alla pensione anticipata contributiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il