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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 se problemi bancari si risolvono in Europa minimi spiragli

Il destino delle novità per le pensioni è strettamente legato ai buoni rapporti tra Roma e Bruxelles.




L'intero progetto di riforma del Paese, che passa evidentemente anche dalle novità per le pensioni e dal taglio delle imposte, è legato ai buoni rapporti tra Roma e Bruxelles ovvero al rispetto dell'equilibrio economico. E in questo contesto si sta giocando l'importante partita del salva banche, rispetto alla quale è importante capire l'orientamento e le scelte dell'Unione europea. C'è infatti chi spera in un ammorbidimento del rigido atteggiamento, in cui le esigenze sociali sono subordinate ai conti pubblici, ovvero in una maggiore vicinanza al territorio. E se la protezione dei risparmiatori sarà la stella polare, allora potrebbe essere messo in conto anche un diverso atteggiamento sulle pensioni. Il tutto, naturalmente, sulla base delle reali disponibilità economiche.

Secondo il capo economista della Deutsche Bank occorre un fondo europeo da 150 miliardi di euro per le banche. A ogni modo, per tutelare i risparmiatori e dare una mano alla crescita con possibili ripercussioni anche sulle novità per le pensioni, l'esecutivo italiano sta lavorando su un doppio binario in stretto contatto con Bruxelles, cercando di mettere a punto da un lato strumenti precauzionali, alcuni dei quali in corso di predisposizione e altri già all'opera, e dall'altro soluzioni di mercato. Per quanto riguarda queste ultime, richiamate in più di un'occasione da Palazzo Chigi, si tratta prima di tutto dell'acquisto di crediti deteriorati, naturalmente a partire dal Monte dei Paschi.

Come sottolineato anche da Carlo Cottarelli nel suo ruolo di direttore esecutivo per l'Italia del Fondo monetario internazionale e già commissario straordinario di quella spending review che prevedeva interventi sulle novità per le pensioni (rimasti inascoltati), attualmente le sofferenze bancarie italiane ammontano a 87 miliardi di euro che godono di una copertura di 122 miliardi di euro tra collaterali immobiliari e altri.

Per quanto riguarda invece gli strumenti precauzionali, alcuni sono già stati messi a punto. Nelle scorse settimane esecutivo italiano e Unione europea si sono accordati sulla possibilità di attivare una garanzia pubblica, entro il 31 dicembre, sulle emissioni di bond senior per ottenere liquidità. La garanzia scatta su eventuale richiesta della banca, e non ha impatto immediato su deficit e debito. Il bilancio pubblico comincerebbe a tenerne conto solo in una fase successiva, nel caso in cui la banca che ha effettuato l'emissione non riuscisse a rispettare il piano di rimborso, e la garanzia diventasse quindi da potenziale a effettiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il