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Pensioni ultime notizie e prospettive novitÓ minimi spiragli con fondo Ue anche per novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

In vista della manovra, le intenzioni dell'esecutivo privilegiano la riduzione delle imposte alla previsione di novitÓ per le pensioni.




Se c'è una vicenda d'attualità da seguire da vicino perché i suoi sviluppi e le ultime notizie possono influenzare le novità per le pensioni, è quella delle banche che si sta giocando a livello europeo. La proposta di Deutsche Bank, rispetto alla quale l'accoglimento sembra comunque un po' freddo, è di destinare 150 miliardi di euro di fondi pubblici a sostegno delle banche europee. In ogni caso, Roma e Bruxelles stanno ragionando sul modo migliore per salvare gli istituti di credito in difficoltà e tutelare i risparmiatori nel contesto di una politica di intervento più ampio per il rilancio dell'economia del Paese. Ecco allora che ogni occasione è quella giusta per capire quali sono i margini di manovra in vista della scrittura della prossima manovra.

In realtà, le intenzioni dell'esecutivo sono altre e privilegiano la riduzione delle imposte alla previsione di novità per le pensioni, rispetto alle quali la proposta di base rimane quella delle mini pensioni con penalizzazioni variabili e interessi da pagare alle banche. In ogni caso, tra gli strumenti precauzionali allo studio tra Roma e Bruxelles c'è piuttosto quello già previsto dall'articolo 32 della direttiva Brrd: in alcuni casi di particolare gravità può intervenire un sostegno finanziario pubblico alle banche cautelativo, temporaneo e proporzionato, magari in forma di aumento di capitale, a patto che uno stress test ne misuri l'esigenza.

Però parte degli oneri resta sulle spalle di chi ha sottoscritto obbligazioni subordinate e sui titolari di bond senior e depositi sopra i 100.000 euro. Tuttavia l'articolo 59 della stessa direttiva, in cui si parla dei costi a carico degli investitori, pur imponendo di procedere alla svalutazione o alla conversione degli strumenti di capitale, fa un'eccezione proprio nel caso dell'intervento pubblico regolato dall'articolo 32.

Lo stesso principio era già contenuto nella Comunicazione della Commissione sull'applicazione, dal primo agosto 2013, delle norme in materia di aiuti di Stato per il sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria ("La comunicazione sul settore bancario"). Per l'articolo 43 se una banca ha una carenza di capitale che non può coprire sul mercato, il debito subordinato va convertito in capitale proprio prima della concessione degli aiuti. L'articolo 44 stabilisce che gli aiuti non vanno concessi prima che capitale proprio, capitale ibrido e debito subordinato siano stati impiegati per compensare eventuali perdite. Ma l'articolo 45 dice che è possibile derogare a tutto ciò se l'attuazione di tali misure mette in pericolo la stabilità finanziaria o determina risultati sproporzionati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il