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Pensioni ultime notizie più stabile con novità Governo Renzi a sfavore novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Sono in calo le speranze di chi punta a un avvicendamento a Palazzo Chigi per impostare su nuove basi il confronto sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:03): Se tutto sembra più stabile per il Governo Renzi almeno fino al prossimo voto ci sta muovendo per cercare di ottenere la vittoria del sì soprattutto al momento come si evince dalle ultime notizie e ultimissime, da movimenti tra forze di maggioranza ed opposizione e sociali ed economiche. La maggioranza, infatti, delle associazioni industriali e di professionisti è stata convinta per il sì, così come vi sono accordi con le forze sociali. E ora vi è una serie di trattative che stanno avvenendo tra le varie forze nelle aule. Tutto questo a sfavore delle novità per le pensioni che sarebbero rilanciate, secondo molti, dalla sconfitta e da nuove elezioni(non così scontate). 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): Sembrava che il Governo Renzi fosse in crisi o che, comunque, sia dall'interno che dall'esterno della coalizione della maggioranza ci fossero differenti problemi e una forte voglia di lasciarlo al suo destino come riferivano le ultime notizie e ultimissime che ovviamente erano importanti per le novità per le pensioni per chi crede e credeva, cittadini, studiosi e commentori, che solo con nuove elezioni si può avere gli effetti sperati e tanto attesi come quota 100 e quota 41. Ora le stesse ultime notizie e ultime notizie fanno intendere, anche se tuto può cambiare in poco, pochissimo tempo, che le prospettive per il Governo Renzi almeno come tenuta fino al voto siano molto più tranquilli a discapito delle novità per le pensioni. E già si sono movimenti per la tenuta nel dopo referendum


Quella delle novità per le pensioni è una partita che si gioca anche sulla base di sottili equilibri politici. Il presidente del Consiglio, sia all'interno e sia all'esterno del Partito democratico e della maggioranza a Palazzo Chigi, sta cercando di non farsi mettere con le spalle al muro. Nonostante si avvicini settimana dopo settimana il giorno del referendum costituzionale (non c'è ancora una data), passaggio giudicato fondamentale per il suo percorso politico, riesce a smarcarsi dall'opposizione interna che chiede novità per le pensioni ma è priva di un leader riconosciuto e dalle turbolenza del Nuovo centro destra, ancora indecisa se rompere o meno.

Il tutto mentre aleggia lo spettro di un Patto del Nazareno bis ovvero di una condivisione di intenti con Forza Italia e Silvio Berlusconi, che di fatto renderebbe ancora più salda la poltrona del premier. In queste condizioni, le speranze di chi punta a un avvicendamento a Palazzo Chigi per impostare su nuove basi il confronto sulle novità per le pensioni sono destinate a saltare. E allo stesso tempo, chi cercava di spuntare nuove concessioni che andassero al di là dell'ipotesi delle mini pensioni con penalizzazioni, come quota 100 o quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, sembra inesorabilmente destinato a rimanere a bocca asciutta.

La dimostrazione di uno status quo ritrovato, poco strategico per le novità per le pensioni, è arrivato dall'esame superato sul disegno di legge sugli enti locali. Su Palazzo Madama si erano scaricate le attenzioni e i timori sulla tenuta della maggioranza, tra pressioni per modifiche all'Italicum e timori sull'esito del referendum. Tanto rumore per nulla, ha esultato il Partito democratico che comunque qualche timore ce l'aveva, visto che i senatori avevano l'ordine tassativo di stare tutti in Aula. D'altra parte una correzione di rotta, nell'ultima settimana, c'è stata: il premier ha invitato tutti a mettere la faccia sul referendum proprio per consentire di spersonalizzarlo dalla partita su di lui e sul governo.

E in direzione, non solo l'opposizione interna ma anche Dario Franceschini hanno chiesto di riflettere su modifiche all'Italicum dopo il voto sulla riforma costituzionale. L'esplorazione di Lorenzo Guerini è partita: il vicesegretario sta sondando le varie correnti del Partito democratico e i partiti di maggioranza per capire se ci sono margini per correzioni chirurgiche all'Italicum. Un sondaggio che non porterà, per ora, ad aprire alcun tavolo, neanche sulle novità per le pensioni: tutto è rinviato a dopo il referendum e comunque il premier ha fatto capire che l'esecutivo non entrerà in scena.

Ma che sembra servire a placare gli animi anche dentro il Partito democratico. Pier Luigi Bersani ha rassicurato che "nessuno della minoranza pensa che il premier debba essere mandato a casa", non vede rischi di instabilità per la maggioranza a Palazzo Chigi e instabilità, così come prospettive sulle novità per le pensioni, anche se contesta la personalizzazione del leader, che estromette la sinistra interna.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il