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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni ancora dati Istituto Previdenza bilancio sempre più grave

Conti dell’Istituto di Previdenza ancora allarmanti e ostacolo alla realizzazione delle novità per le pensioni: situazione attuale e possibili soluzioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:33): Il bilancio dell'Istituto di Previdenza è sempre più grave come confermano le ultime notizie e ultimissime che non sono neppure le prime e sono tutte nuove, nel senso che vi è un buco come si legge sotto per diversi aspetti. E con questo buco, pur per le novità per le pensioni dovendo metterci i soldi lo Stato (che poi paradossalmente siamo che abbiamo già anche pagato quello che si doveva per avere la pensione...) le novità per le pensioni sono ancora più difficili. E d'altra parte questi dati fanno pensare come sono urgente per risanare la situazione anche altre novità per le pensioni richieste come una gestione e una organizzazione differente più indipendente e la divisione tra sostegni e aiuti e pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12):  Proseguono a peggiorare i dati dell'Istituto di Previdenza e dopo i precedente recenti dati di bilancio negativi, se ne aggiungono ulteriori dalle ultime notizie e ultimissime che fanno davvero preoccupare per l'intero sistema nonostante le rassicurazioni. E per questo le novità per le pensioni devono contemplare con la massima urgenza e attenzione a sistemare questa grave situazione.

Nuovi dati allarmanti in arrivo dall’Istituto di Previdenza: stando alle ultime notizie, infatti, mancherebbero ben 140 miliardi di contributi non versati e di questi ben 90 sarebbero ormai già persi. Nella relazione sui bilanci dell'Istituto si legge che a determinare questa forte perdita non è stata solo la crisi economica che ha portato al fallimento di diverse aziende ma anche il fenomeno dell’evasione, motivo per il quale la stessa commissione di vigilanza dell’Istituto ha parlato di necessità di promuovere ulteriori attività che spingano al corretto versamento dei contributi previdenziali. E i numeri non sono migliori in riferimento agli iscritti all’Istituto: secondo i recenti dati dell'Osservatorio sui lavoratori autonomi, nel 2015 sono risultati iscritti alla gestione speciale 1.781.666 artigiani, l'1,8% in meno rispetto al 2014, per quanto riguarda i commercianti nel 2015 erano 2.295.571 e sono diminuiti rispetto agli anni precedenti ma di pochissimo.

Il dato peggiore è che in entrambe i casi gli iscritti con età inferiore ai 30 anni rappresentano una minimissima percentuale e questo dato non f che confermare le difficoltà lavorative che i giovani di oggi incontrano. Si tratta di una situazione determinata dalla mancanza di novità per le pensioni che possano rendere più morbide le attuali regole di uscita dal lavoro, che hanno allungato l’età pensionabile per tutti, novità pensioni che chiaramente sembrano diventare sempre più urgenti e non solo per novità pensioni di quota 100, mini pensioni o quota 41. Del resto, la situazione critica dell’Istituto di Previdenza non è nuova: già nei mesi scorsi lo stesso Istituto aveva rivisto il bilancio di previsione con la previsione di aumento del rosso a 11,6 miliardi di euro, dagli 11,2 della precedente previsione, a causa delle misure contenute nella Manovra soprattutto i riferimento alla proroga della decontribuzione per la stabilizzazione dei lavoratori con contratti a tempo indeterminato e aveva sottolineato ancora a mancanza di soluzioni legislative per rimettere in equilibrio il bilancio di tutti i Fondi e le Gestioni previdenziali dipendenti dallo stesso Istituto.

I conti negativi dell'Istituto di Previdenza bloccano la possibilità di attuare novità per le pensioni, m, allo stesso tempo, rappresentano un grosso rischio anche per l’erogazione dei trattamenti attuali, considerando che mancando versamenti di contributi per servono per rimpinguare le casse dell’Istituto, è possibile che si arrivi alla incapacità di erogare le pensioni in essere ma anche gli attuali trattamenti assistenziali in vigore, senza considerare che in un quadro del genere le possibilità di un futuro pensionistico per i giovani di oggi verrebbero completamente a mancare. E il rischio è che il disavanzo dell’Istituto possa essere colmato con un aumento delle tasse a carico dei cittadini, che chiaramente rappresenterebbe un ulteriore intervento negativo.

A questo punto potrebbe diventare fondamentale realizzare quella netta divisione di cui si parla ormai da tempo tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, lavorando anche sul piano di taglio e revisione di detrazioni e agevolazioni fiscali che permetterebbero di recuperare importanti risorse economiche da impiegare in ulteriori provvedimenti e teoricamente anche per l'attuazione di novità per le pensioni di quota 10, novità per le pensioni di quota 41 o anche della mini pensione, ma modificata rispetto a quella attualmente portata avanti dall'esecutivo, che risulta poco conveniente per i lavoratori e più vantaggiosa, come da tanti sottolineato, per gli istituti di credito, che ne sarebbero coinvolti per l’erogazione dell’anticipo di uscita. Ma per aumentare il bottino delle casse dell’Istituto, come stimato dallo stesso presidente, si potrebbero rivedere le elevate pensioni erogate agli alti esponenti istituzionali, ricalcolandole con l’ormai classico sistema contributivo valido per tutti, e da questa novitàsi potrebbero recuperare ben 200 milioni di euro all’anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il