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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni tecnici richiedono riconteggio ufficiale oltre ostacolo consenso

Sempre più forte idea e volontà di riconteggio pensioni ed effetti su altre novità per le pensioni: chi interesserebbero e come funzionerebbe




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:03): Le richieste che verranno fatte, o che sono già state fatte, non sono ancora chiare in tutti i punti come si diceva ma dalle ultime notizie e ultimissime si può dire:

- pensioni novità revisione richiesta da consigliere economico per le pensioni sopra i 100mila euro non si sa se lordi o netti
- pensioni novità richiesta revisione una seconda volta da Istituto di Previdenza. La prima volta era stata richiesta per le pensioni di 5000 euro netti al mese.

E tutte servirebbero per il rilancio delle novità per le pensioni a livello di quota 100, mini pensioni e quota 41.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Entrambi i gruppi dei tecnici che si occupano delle novità per le pensioni sono arrivati alla conclusione che è giusto chiedere la revisione delle pensioni più alte (e forse delle retribuzioni) per poter rilanciare quota 100, mini pensioni e quota 41. Ci sono molti punti da chiarire, ma entrambi i responsabili degli esperti hanno detto ufficialmente (in un caso è già stato fatto e verrà ribadito) che verrà richiesta questo atto alla maggioranza che sembra però nicchiare in modo particolare per la paura del consenso per il voto.

I tecnici delle pensioni, oltre che su novità per le pensioni per uscire prima, puntano ad una revisione di quanto percepito nelle pensioni finali più consideravoli(e forse come vedremo degli stipendi) e le ultime notizie in merito sono chiare e ufficiali: l’Istituto di Previdenza punta alla revisione delle pensioni di una parte del contributivo, mentre il consigliare economico di Palazzo Chigi punta al riconteggio delle pensioni più elevate, anche se restano da chiarire sia l'entità di redditi e sia se il ricalcolo debba interessare la cifra netta o lorda, così come se sono compresi gli stipendi più elevati oltre le pensioni. 

Ma è lui stesso ad averlo dichiarato (sembra sopra o compreso i 100mila euro) per avere soldi al momento per i suoi piani per le novità per le pensioni ovvero mini pensioni e, forse, quota 41. E sempre per rilanciare i suoi progetti, farebbe questa revisione anche l'Isituto di Previdenza che non ha, però, al momento abbandonato nè quota 100, nè assegno universale pe ri non occupati sopra i 50-55 anni.

Sia i tecnici che il consigliere economico presenteranno queste richieste come necessità alla maggioranza, che sembra però riluttante ad accettare, nonostante in qualche modo siano nei propri programmi, segno che rappresenta la chiara paura per il prossimo voto al referendum costituzionale e che potrebbe scatenare conseguenze negative da parte delle persone che sarebbero interessate da tale provvedimenti. E sarebbero in tante, e sarebbero parte delle stesse forze.

La revisione delle pensioni riguarderebbe innanzitutto quelle degli alti esponenti della varie forze centrali e locali pubbliche, che non sono chiaramente tutti d'accordo, senza considerare che manca anche l’accordo sulle regole di funzionamento di questo riconteggio da parte sia dei tecnici dell’Istituto di Previdenza che di quelli di Palazzo Chigi, e il problema è riuscire anche a mantenere l'equilibrio in Parlamento, decisamente precario.
Chiaramente, la revisione delle pensioni dei vari esponenti pubblici non è che la punta dell'iceberg, eprchè i tecnici che si stanno occupando delle novità per le pensioni vogliono richiedere alla maggioranza la revisione di tutte le pensioni più alte (se non in un caso pure degli stipendi per un principio di uguaglianza, perchè le pensioni non sono altro che uno stipendio differito). Certo, bisognerebbe, comunque comprendere quelle istituzionali per poter procedere con tutte le altre almeno per una regione di oppurtunità e di accettazione delle persone "normale" che si vedrebbero coinvolte.

Nonostante i timori che l’effetto di avvio di revisione delle pensioni più elevate provochi nella maggioranza come detto per il consenso e il voto, si tratterebbe di un sistema decisamente importante, sia per l’Istituto di Previdenza, sia per i tecnici di Palazzo Chigi per un duplice motivo: permetterebbe, innanzitutto di ristabilire equità sociale puntando a riportare equilibrio all’interno del sistema previdenziale in generale; e inoltre permettere di recuperare nuove risorse economiche che, nel tempo, messe da parte, consentirebbero la realizzazione di ulteriori novità per le pensioni per tutti, da novità pensioni di quota 100 a novità pensioni di quota 41 e mini pensione, alla possibilità di avere i soldi necessari per aumentare le pensioni più basse.

Secondo le stime dello stesso Istituto di Previdenza, infatti, procedendo al ricalcolo, per esempio, e non alla totale abolizione, SOLO delle elevatissime pensioni che vengono erogate agli alti esponenti istituzionali, si riuscirebbero a ricavare 200 milioni di euro all’anno CHE IN 5 ANNI fanno ben 1 miliardo. Un progetto, dunque, cui bisognerebbe guardare con particolare attenzione e soprattutto all’indomani dell’ultima sentenza dell’Alta Corte che ha dichiarato che ha detto sì al prelievo sulle pensioni più alte, aprendo di fatto le porte alla possibilità di riconteggio contributivo degli assegni mensili. Secondo la Corte, infatti, in un momento di particolare crisi economica e di gestione del sistema, è possibile applicare un contributo sulle pensioni più elevate, purchè, chiaramente, sia graduale e progressivo e sostenibile, applicato solo a quelle pensioni che risultano dalle 14 volte in su superiori al trattamento minimo. Il contributo applicato a tali somme, infatti, non creerebbe alcun disagio a coloro che le percepiscono.  

D’altro canto, però, si inizierebbe a rispettare un criterio di uguaglianza sociale considerando che fronte di pochi pensionati che percepiscono pensioni tanto elevate, ci sono, secondo gli ultimi dati, ben 6 milioni di pensionati italiani che percepiscono assegno di meno di mille euro al mese, alcuni arrivano ai soli 500 euro ed è chiaro come sia sempre più necessario ristabilire ordine per dare anche a questa categoria di lavoratori a riposo ormai di vivere in condizioni di ottima dignità, condizione che non può certo essere assicurata da una pensione da 500 o 800 euro al mese, soprattutto se si pensa che questo è ciò con cui è costretta a vivere una persona che ha trascorso l’intera sua vita a lavoro. Ma la domanda che ci si pone è se si riuscirà, e in breve tempo, a dare il via a questi ricalcoli, dopo averne ovviamente definito chiare regole e sarà una novità appoggiata da tutti, pur se qualcuno penalizzerà. Ma dovendo iniziare da qualche parte per l’applicazione di novità per le pensioni reali, perché non partire da una novità che permetterebbe anche di avere ulteriori soldi decisamente utili e necessari?

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il