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Pensioni ultime notizie mosse novità tra le differenti forze con ripercussioni novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Il presidente del Consiglio sa come sottrarsi alle pressioni di quella parte del Partito democratico più combattiva sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:03): I movimenti attuali con la rottura di Sc e il rafforzamento di Ala con il Viceministro del Tesoro e altri suoi colleghi non porta altro che ad una maggiore stabilità della maggioranza attuale sta trattando sia con l'opposizione interna che con quella esterno (centro-destra) per evitare elezioni anche con la sconfitta al referendum, procere con un rimpasto e andare al voto sempre con l'attuale Premier candidato. E tutto questo non sono novità per le pensioni positive che andrebbero, forse, come tema per il voto tra due anni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Numerosi sono i movimenti all'interno della maggioranza (sia di esecutivo che di opposizione) che della coalizione che la sostiene e di una parte di forze dell'opposizione che proseguono sottotraccia per cercare di rinsaldare la posizione stessa della maggioranza, gli equilibri necessari, il voto ad Ottobre e anche quello successivo delle prossime elezioni sia che possano essere prima del previsto che alla scadenza naturale come riferiscono le ultime notizie e ultimissime. E tutto questo non può che avere effetti sulle novità per le pensioni

Gli equilibri nell'esecutivo si spostano verso il centro e le prospettive per chi punta a vere novità per le pensioni non sono delle migliori. Succede infatti che in vista del referendum costituzionale d'autunno (più ottobre che novembre), rispetto a cui il premier si gioca buona parte della sua credibilità politica il gruppo Ala che fa riferimento a Denis Verdini non solo sta organizzando comitati per il sì. Ma sta diventando il fulcro di un nuovo partito dei centro moderato che inglobi buona parte del Partito democratico e le tante piccole forze politiche che gli stanno attorno, come Scelta civica del viceministro dell'Economia Enrico Zanetti e forze anche il Nuovo centro destra del vicepremier Angelino Alfano.

Se lo scenario dovesse concretizzarsi (Partito della nazione?), il presidente del Consiglio si sottrarrebbe alle pressioni di quella parte del Partito democratico decisamente più combattiva sulle novità per le pensioni. Già all'ultima direzione, la questione sociale è stata evocata più volte. Non solo, ma anche alcuni degli esponenti dell'ala maggioritaria hanno chiesto interventi più incisivi anche al di là delle mini pensioni con penalizzazioni. Se il presidente del Consiglio riuscisse a smarcarsi e mettersi alla guida di una coalizione più moderata, allora anche le prospettive sulle novità per le pensioni andrebbero nella stessa direzione e con il medesimo ritmo: gradualmente e senza grandi stravolgimenti rispetto all'impianto attuale.

Prima ancora che alle novità per le pensioni, la priorità in vista della scrittura della manovra, verrebbe data alla riduzione delle imposte. E la presenza dello stesso Zanetti, convinto al pari del ministro dell'Economia di agire primariamente su questo versante, rappresenterebbe un altro segnale. Il sì del Senato al decreto sugli Enti locali, passaggio temuto considerando che i senatori del Pd avevano l'ordine tassativo di essere presenti in Aula per votare, è la prova di un equilibrio per ora raggiunto. All'orizzonte, poi, si intravede un possibile Patto del Nazareno bis tra Forza Italia e Silvio Berlusconi da una parte e i Partito democratico e il premier dall'altra. Non c'è nulla di certo, intendiamoci, ma solo le prime aperture a suon di dichiarazioni pubbliche che non fanno certamente bene all'umore della Lega.

L'obiettivo nel breve termine potrebbe essere la modifica di quella legge elettorale che al Movimento 5 Stelle va benissimo. E in questo contesto comincia a entrare nel vivo, nel frattempo, la partita referendaria, anche se la data non è ancora fissata: il Comitato del sì ha consegnato in Cassazione tra le 560.000 e le 580.000 firme a sostegno del quesito. Risultato invece fallito dal Comitato del no che si ferma a quota 300.000 causa, denuncia Vincenzo Vita, un silenzio mediatico totale "grave e greve". Colpa anche, denuncia qualcuno dei partiti di opposizione, dello scarso impegno Movimento 5 Stelle nella raccolta delle firme mentre Forza Italia annuncia l'avvio della campagna referendaria, appuntamento politico decisivo della prossima stagione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il