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Pensioni ultime notizie stessi tecnici novità Governo Renzi richiedono per rilancio mini pensioni, quota 41, quota 100

Di nuovo in ballo l'ipotesi di un contributo di solidarietà sugli assegni più alti anche per finanziare le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:32): Le due squadre di tecnici che si occupano delle novità pensioni una guidata dal Consigliere Economico di Palazzo Chigi, l'altra dall'Isituto di Previdenza hanno deciso di chiedere o in un caso di richiedere ancora una volta al Governo Renzi di poter procedere alla revisione per le pensioni più alte per permettere il rilancio di alcuni metodi per uscire prima. E le richieste arrivano separate frutto di un impegno condiviso che arriva, però, in questa specifica richiesta alla stessa conclusione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Sarà stata forse il parere favorevole al un principio di mutuo aiuto dell'Alta Corte da poco emesso, ma anche le ultime e ultimissime notizie riferiscono di come siano gli stessi tecnici a continuare a suggerire l'introduzione di una misura simile nel contesto di un più ampio progetto sulle novità per le pensioni, magari proprio per finanziare le novità per le pensioni

A ispirare le prospettive sulle novità per le pensioni ci sono anche ragionamenti di equità. L'importo degli assegni previdenziali più alti continua infatti a rappresentare un argomento di discussione e sono adesso gli stessi tecnici a Palazzo Chigi a ipotizzare una misura specifica. Non è chiaro quale direzione possa essere intrapresa ovvero quella della proposizione di un nuovo contributo per trovare le risorse necessarie per finanziare le mini pensioni con penalizzazioni e interessi da corrispondere a banche e assicurazioni, o addirittura misure più dispendiose come quota 41 per chi ha iniziato a lavorare in giovane età o perfino quota 100, da intendere come somma di età anagrafica e anni di contribuzione per accedere al trattamento previdenziale.

Siamo comunque ancora nel campo delle ipotesi per cui tutti i dettagli restano da decidere. Quel che è certo è la predisposizione a lavorare in questa direzione sia del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e sia del consigliere economico del presidente del Consiglio. In particolare, le due strade suggerite sono state quelle del riconteggio del contributivo (soprattutto da parte del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale) o del ricalcolo degli assegni più alti (soprattutto da parte del consigliere economico del presidente del Consiglio), ma con i contorni - redditi da pensione o da lavoro, lordi o netti - da definire.

Proprio sul contributo di solidarietà sulle pensioni più alte si è espressa nei giorni scorsi l'Alta Corte e si tratta di una pronuncia da tenere in considerazione in vista di possibili azioni sulle novità per le pensioni. I giudici hanno infatti respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo, che scade nel dicembre 2016, sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema.

La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime. La Presidenza del Consiglio, insieme all'Istituto nazionale della previdenza sociale, aveva chiesto anzitutto l'inammissibilità delle questioni sollevate e, in via subordinata, la loro infondatezza. A proporre ricorso erano state sei sezioni regionali della Corte dei conti, a seguito di ricorsi di ex magistrati, ex professori universitari e dirigenti di enti pubblici e privati.

Le disposizioni incriminate erano contenute nella manovra finanziaria approvata sul finire del 2013, sul contributo di solidarietà, nonché nel comma 483 del medesimo articolo, che disciplina, sempre per il triennio 2014-2016, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici. Secondo la Corte dei conti, anche questa disposizione dissimulava l'introduzione di una misura volta a realizzare un introito per l'Erario sotto forma di un risparmio realizzato forzosamente mediante la compressione di un diritto attribuito in via tendenziale ai pensionati. Si trattava di una sorta di ulteriore prelievo fiscale settoriale, come nel caso del contributo di solidarietà, dissimulato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il