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Pensioni ultime notizie racconti novità molti casi particolari che necessitano di novità mini pensioni, quota 41, quota 100 subito

Occorre la creazione di una norma universale sulle pensioni valida per tutte le categorie di lavoratori, privilegiati inclusi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Sono tanti, troppi, i casi di persone a cui sarebbe spettata la pensione e che per un motivo o per l'altro, spesso per ingiustizie dopo una vita di sacrifici, non gli è stata riconosciuta. E leggendo di queste storie trattte dalle ultime notizie e ultimissime ( e sono una sola piccolissima parte delle tante) si capisce comne le novità per le pensioni siano davvero fondamentali e urgenti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): La direzione seguita dagli esecutivi che si sono succeduti a Palazzo Chigi è di privilegiare le correzioni all'attuale legge previdenziale e di evitare il suo stravolgimento. Eppure, come raccontato dalle tante testimonianze e dalle ultime e ultimissime notizie, di novità per le pensioni c'è bisogno in abbondanza perché errori e distorsioni sono più numerosi di quanto sembra.
 

Sono tanti i casi grandi e piccoli che testimoniano come l'appuntamento con le novità per le pensioni non sia più rinviabile. L'attuale legge previdenziale, su stessa ammissione del ministro del Lavoro che ha legato il suo nome alla riforma, presenta errori e storture da correggere e che si trascinano da tempo. Il caso più noto è quello dei salvaguardati ovvero quei lavoratori senza lavoro e senza assegno previdenziale, per cui Palazzo Chigi sta andando avanti a colpi di ingenti stanziamenti di risorse. Ma poi ci sono i casi singoli, quelli che generalmente non finiscono nelle pagine dei giornali perché sono isolati, anche se drammatici nella loro singolarità.

Il sito BarInedita, ad esempio, racconta la storia di una 36enne artigiana gravemente ammalata che presenta domanda per percepire un assegno di invalidità ma si vede corrispondere un misero assegno di 88 euro. Certo, la sua pensione è calcolata con il sistema contributivo ovvero sulla base dei contributi versati nel corso della sua carriera lavorativa. Ma per via di un errore nella legge, non riesce a integrare l'assegno fino a farlo arrivare al minimo per legge ovvero 500 euro al mese. Eppure, se avesse lavorato anche solo una settimana prima del 1996 (pur paradossalmente lavorando di meno), l'anno in cui è entrato in vigore il nuovo metodo di calcolo della pensione, allora avrebbe avuto diritto alla minima.

In buona sostanza, le regole previste dal nuovo sistema integrativo non contemplano l'integrazione al trattamento minimo, neanche nei casi più gravi. E non si tratta dell'unico caso narrato dal sito. C'è quello di chi, nato nel 1952 e impiegato per 36 anni, ha poi perso il lavoro. Attendeva di compiere 64 anni e 7 mesi perché con 36 anni di contributi versati avrebbe potuto accedere al trattamento previdenziale. Peccato solo che questa possibilità vale solo per chi è in effettivo servizio di lavoro dipendente il 28 dicembre 2011. In quel giorno la persona interessata era disoccupato per cui dovrà attendere la vecchiaia per andare in pensione ovvero nel 2018 a 66 anni e 7 mesi.

A chiudere il cerchio dei paradossi che ricordano come le novità per le pensioni non siano più rimandabili, coinvolge la donne classe 1952. Ebbene, basta un solo giorno di differenza nella data di nascita per spostare la pensione di quasi due anni. Tanto per essere più precisi e fare un esempio concreto, una donna nata il 31 marzo 1952 avrebbe potuto ritirarsi già dal primo gennaio 2016, mentre una nata il giorno dopo solo dal primo dicembre 2017. E che dire di chi svolge attività prevalentemente faticose, in perenne cerca di un miglior riconoscimento della propria posizione ai fine previdenziali o di chi ha iniziato a lavorare in giovane età?

Insomma, appare evidente come non solo occorra la correzione di tutti gli errori che l'introduzione dell'attuale legge previdenziale ha portato con sé, ma anche uno sforzo per la creazione di una norma universale sulle pensioni valida per tutte le categorie di lavoratori, privilegiati inclusi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il