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Pensioni ultime notizie Scelta Civica novità aiutano maggioranza a discapito novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Sono in tanti a ritenere che le novità per le pensioni potrebbero arrivare solo con le elezioni, ma il vento sembra ora cambiato.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:33): La divisione di Scelta Civica e la formazione di un nuova forza o la creazione di un gruppo sempre nuovo ma con Ala di Zanetti e di chi ha deciso di seguirlo come raccontano le ultime notizie e ultimissime accresce il sostegno su cui può contare la maggioranza, ma va a discapito delle novità per le pensioni in quanto si forma un nuovo gruppo che non considera prioritarie le novità per le pensioni e che è assolutamente deciso sui temi di carattere economico, almeno al momento, d seguire i dettami della maggioranza che vedono, come sappiamo, ben altre priorità come il taglio delle imposte.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22): Si respira aria di ottimismo a Palazzo Chigi sulla tenuta della maggioranza e sulla compattezza in vista del voto costituzionale. Le ultime e ultimissime notizie sulla decisione di Enrico Zanetti, viceministro dell'Economia, di abbandonare Scelta Civica e di passare con il gruppo dei verdiniani, è ritenuta positiva dal premier, ma negativa da chi spera nell'introduzione di novità per le pensioni.

I nuovi equilibri all'interno della maggioranza a Palazzo Chigi non sono positivi per le novità per le pensioni e le stesse prospettive non sono delle migliori. Succede infatti che Enrico Zanetti e altri tre deputati di Scelta civica hanno lasciato il partito e si sono uniti a dieci parlamentari verdiniani e un tosiano di Fare. Un piccolo terremoto perché, notano gli avversari di Zanetti, "Denis Verdini è entrato nel governo, con un viceministro all'Economia". Dal punto di vista formale è infatti così e significa che il presidente del Consiglio vede rafforzarsi la sua stabilità al vertice dell'esecutivo nonostante l'opposizione interna al Partito democratico e le incertezze nel Nuovo centro destra.

Liberato dalle pressioni di chi chiede anche novità per le pensioni, il premier avrebbe così maggiore facilità di insistere sul suo piano di gradualità negli interventi e di conservazione dell'attuale legge previdenziale. Sono in tanti a ritenere che le novità per le pensioni, andando oltre alle mini pensioni con penalizzazioni prospettate dall'esecutivo, potrebbero arrivare solo con le elezioni, comunque non imminenti anche per la prudenza e la gradualità che guida l'azione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In ogni caso non va messo in conto, almeno in questo contesto, la ripresa del dibattito sull'opportunità di introdurre le costose misure di quota 100 e quota 41.

E se qualche ingranaggio dovesse saltare? C'è chi vocifera come sia pronta la carta del Patto del Nazareno bis con Forza Italia e Silvio Berlusconi, anche nell'ottica di frenare l'avanzata del Movimento 5 Stelle. E non è forse una semplice coincidenza che siano tornate d'attualità le nuove politiche sul lavoro, care a Forza Italia, come la sperimentazione del ricorso alle politiche attive per la gestione delle crisi industriali. Finora negli interventi si è privilegiata la proroga della cassa integrazione o l'indennità di disoccupazione Naspi.

La partita dei nuovi equilibri politici va letta anche nella prospettiva del referendum costituzionale d'autunno, rispetto a cui lo stesso presidente del Consiglio fa dipendere (o meglio, faceva dipendere) la prosecuzione dell'esperienza politica a Palazzo Chigi. In questo contesto, il comitato del sì, quello che fa riferimento al premier, ce la fa, al contrario del comitato del no. Ai nastri di partenza, è questa l'istantanea che apre la corsa referendaria, davanti alla Corte di Cassazione.

Entrambi i comitati promotori sono andati a consegnare le firme raccolte tra i cittadini per chiedere la consultazione, anche se non sarebbe necessario perché fa già fede la richiesta di un quinto dei parlamentari. Ma mentre il Partito democratico festeggia il traguardo delle 600.000 sottoscrizioni raccolte, il comitato per il no si ferma a 316.000, dunque ben sotto la soglia delle 500.000 richiesta dalla Costituzione. Dopo alcuni giorni di incertezze e turbolenza, sembra che la macchina dell'esecutivo si sia quindi rimessa regolarmente in modo e le opposizioni sono destinate a rimanere a bocca asciutta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il