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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni ritornano incerti i numeri a Palazzo Madama

Nuovi movimenti politici, nuovi rischi con mancanza numeri a Palazzo Madama e conseguenze per novità per le pensioni: cosa sta cambiando




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:34): Continua ad evolversi in modo molto rapido la tenuta della maggioranza attuale. Quando sembrava che tutto fosse a posto, ecco ancora uno strappo dei centristi come dalle ultime notizie e ultimissime che poco prima riportavano l'accordo di supporto tra e con Verdini e Zanetti. Ora la situazione rimane in bilico e questo non può che da una parte far bene alle novità per le pensioni in quanto la maggioranza ha bisogno di agire, se non sicura della tenuta, per mantenere il consenso D'altra parte i movimenti non sono affatto conclusi e sembra che ci sia più una ricerca di accordi con le varie forze che una spinta verso novità per le pensioni nonostante assolutamente sentite dai cittadini.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): C'è da tremare per la tenuta della maggioranza e dunque per le prospettive attuali sulle novità per le pensioni? Forse sì perché le ultime e ultimissime notizie raccontano dell'abbandono dell'ex presidente del Senato Renato Schifani. L'inchiesta Labirinto ha poi acuito le fibrillazioni nel partito: viene anche avanzata la proposta di un appoggio esterno, ipotesi smentita dal capogruppo alla Camera Lupi.

Proprio nel momento in cui sembrava andare tutto bene e sembravano essersi ricomposte le varie fratture che la settimana scorsa avevano minacciato la tenuta dell’esecutivo, con Ncd di Alfano che pensava di abbandonare la maggioranza e su cui è stato fatto dietrofront, e le continue tensioni con l’opposizione interna, poi placatesi grazie ad aperture della stessa maggioranza, ecco che secondo le ultime notizie nuovi spostamenti potrebbero mettere a rischio Palazzo Madama nonostante le recenti mosse di Verdini e del viceministro Zanetti. Sono, infatti, arrivate le dimissioni del capogruppo di Ncd Renato Schifani, pronto a rientrare anche nel centrodestra con un possibile nuovo dialogo di Berlusconi che, però, non sembra aver dimenticato quanto fatto dallo stesso Schifani, ultima notizia che come prima conseguenza ha visto già slittare al prossimo mese di settembre provvedimenti importanti come il reato di tortura e le nuove norme relative alla giustizia.

Questa notizia dimostrerebbe che all’interno di Ncd diversi equilibri si sono rotti e dalla stessa forza sta nascendo un’altra fazione di centro al Senato e si tratta di cambiamenti che certamente avrebbero impatto sulle novità per le pensioni, sul voto per la legge costituzionale in programma in autunno, e sulla stabilità stessa della maggioranza, con possibili conseguenze anche per le nuove elezioni che sono sempre attese per la realizzazione di concrete novità per le pensioni. Se per l’attuazione di novità per le pensioni, da novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, a piano di uscita prima basato sulla mini pensioni, ma per tutti, serve una coesione, una collaborazione per riuscire a mettere a punto una soluzione condivisa da tutti e che sappia realmente modificando le attuali norme pensionistiche, in una situazione attuale come quella che il governo, in generale, sta vivendo, certo non è agevole pensare di agire con novità per le pensioni di tutti, ma neanche con altri provvedimenti.

Con la novità di Schifani, si riapre, dunque, il problema numeri a Palazzo Madama e si guarda con particolare attenzione al dopo estate, quando necessariamente nuovi assetti dovrebbero essere definiti. Mentre sono in tanti coloro che sperano in nuove elezioni, che potrebbero essere l'unico terreno fertile in cui discutere davvero di novità per le pensioni perchè, essendo un tema particolarmente caro ai cittadini e cruciale, è chiaro che potrebbe diventare, insieme alla possibile riduzione delle imposte, ciò su cui puntare. anche perchè a sfidare il Pd ci sarebbe sostanzialmente quel Movimento 5 Stelle.

E il M5S, si sa, vedrebbe nelle novità per le pensioni una vero e proprio cavallo di battaglia, puntando su novità per le pensioni di quota 41, uscita per tutti a 60 anni di età, introduzione dell’assegno universale ma anche cancellazione dei costi onerosi che devono sostenere attualmente coloro che vogliono riunire i contributi previdenziali versati nelle diverse gestioni. Ma se la maggioranza volesse davvero, potrebbe innanzitutto impiegare quelle risorse già disponibili per iniziare a modificare le attuali norme pensionistiche e provvedere a mettere in atto ulteriori provvedimenti di tagli e riduzioni da cui recuperare ulteriori soldi che potrebbero essere impiegati per la realizzazione di novità per le pensioni per tutti.

Questo potrebbe essere lo scenario più possibile soprattutto in caso di sconfitta del premier al referendum di autunno, ma in caso di vittoria, probabilmente nulla cambierebbe e fino alle prossime elezioni del 2018. Bisognerebbe, dunque, aspettare ancora due anni, in tal caso, per vedere attuate quelle novità per le pensioni che si continuano a richiedere per necessità, soprattutto perché collegate all’occupazione. Sappiamo, infatti, ormai benissimo, che mettere in atto novità per le pensioni di uscita prima potrebbe permettere, da una parte, ai lavoratori più anziani di lasciare prima il lavoro, e dall’altra, lasciare nuovi posti di lavoro liberi per l’impiego di giovani, che a loro volta rilancerebbero produttività, e quindi economia in generale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il