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Pensioni ultime notizie al Senato con novità numeri Governo Renzi non certi con novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Ci sono ancora tante turbolenze politiche a minare la stabilità della maggioranza e le scelte sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:07): Sembra rientrata la situazione incerta per il Governo Renzi soprattutto al Senato con Zanetti e Verdini, invece ora i nuovi movimenti registrati dai centristi e i distacchi delle ultime notizie e ultimissime, rendono tutta la situazione ancora abbastanza intricata anche se, salvo soprese, che ci possono sempre essere, sembra, comunque, sotto controllo. E le novità per le pensioni potrebbero arrivare paradossalmente se lo scenario dovesse peggiorare...

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Strappo al centro, ora i numeri della maggioranza di governo al Senato tornano a ballare. Schifani si dimette da capogruppo Ncd e crescono i mal di pancia tra gli alfaniani e per il premier è allarme numeri. Sul rischio fuoriuscite, l'esecutivo blocca due leggi. Alla luce di queste ultime e ultimissime notizie, viene da chiedersi se le prospettive sulle novità per le pensioni resteranno invariate.

Il caos tra i centristi rischia di avere immediate e serie ripercussioni sia sulla tenuta della maggioranza a Palazzo Chigi e sia più in generale sull'attività di riforma, novità per le pensioni incluse. Eppure sembrava che le turbolenze degli scorsi giorni fossero ormai il passato. Le ultime notizie riferiscono che Renato Schifani si è dimesso da capogruppo di Ap al Senato, non condividendo il nuovo progetto politico di Angelino Alfano, leader del Nuovo centro destra e ministro dell'Interno. Dimissioni, poi si vedrà. È dunque durata lo spazio di un attimo l'unità dei centristi intorno al nuovo soggetto popolare che Alfano vuol far partire dopo l'estate.

A guidare il gruppo ora sarà il vice Luigi Marino e Schifani garantisce che non voterà mai in dissenso, finché resterà in Ap. Ma sono pesanti come pietre le parole che ha usato, in una lettera di quattro pagine ai colleghi senatori, per spiegare le ragioni delle sue dimissioni, per correttezza anticipate al leader di Ap. Parole che prospettano ombre sulle stesse prospettive di lavoro dell'esecutivo e nello specifico sui lavori in corso per l'introduzione di novità per le pensioni con la prossima manovra ovvero le mini pensioni con penalizzazioni. L'impegno a costruire un nuovo centrodestra nel solco del Ppe, tuona Schifani, sarebbe stato via via nel tempo disatteso.

Peggio: non sarebbe stato onorato, sostenendo l'esecutivo senza un minimo accordo preventivo di programma, con la linea "fallimentare" di alleanze variabili alle amministrative, con la promessa di un "tagliando di governo" mille volte rinviato. Fino a rendere necessaria una scelta di coerenza che Schifani ad Alfano aveva annunciato a gennaio e che adesso affronta con l'orgoglio di consegnare un gruppo "in ottima salute", mai complice di imboscata al governo, fino al sì compatto al decreto sugli enti locali. Schifani si è slegato le mani, giudicando senza più spazio temporale e politico il progetto neocentrista di Alfano, a suo giudizio e pur senza citare le novità per le pensioni, non chiaro nella proposta progettuale e nella collocazione identitaria.

Evidentemente l'aria è tesa anche all'interno del Partito democratico. Aprire subito un tavolo di confronto sulla legge elettorale, anche per convincere tanti oppositori dell'Italicum a votare la riforma costituzionale. Lo chiede al segretario premier l'opposizione interna al Partito, sempre disposta a sedersi intorno a un tavolo per discutere sulle novità per le pensioni, che mette sul tavolo la proposta di una legge totalmente nuova: il Mattarellum 2.0, un sistema con collegi uninominali e premio di governabilità. Ma, ferma restando la disponibilità al dialogo in Parlamento, sulla proposta dei bersaniani si registra una prima reazione assai fredda dei dirigenti Pd. Per sapere quanto questi malumori incideranno nelle scelte sulle pensioni, nel destino della legge elettorale, nell'esito del referendum e più in generale nella stabilità della maggioranza non resta che attendere ancora qualche settimana.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il