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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 il taglio delle imposte è sempre più vicino

Ecco le tre ipotesi allo studio a Palazzo Chigi sulle novità per le pensioni per i redditi più bassi.




Nel disegno di legge di Bilancio, da presentare dopo l'estate, ci saranno diverse misure sulle novità per le pensioni. Un primo pacchetto riguarderà chi adesso lavora ma vuole andare in pensione prima accettando un assegno più basso. Si tratta delle cosiddette mini pensioni con penalizzazioni variabili. Un secondo pacchetto riguarderà chi è già in pensione: tra le misure anche l'estensione della quattordicesima ad altri due milioni di persone. E quindi entra in gioco una triplice opportunità. La prima prevede appunto di aumentare il numero di chi percepisce questa mensilità aggiuntiva, per ora riservata agli over 64 con reddito annuo lordo inferiore a 10.000 euro (9.786 euro per la precisione).

Si tratta appunto di una ipotesi poiché innalzare il tetto a circa 13.000 euro lordi, come è saltato fuori in occasione dei recenti faccia a faccia tra le forze sociali e i rappresentanti dell'esecutivo, significherebbe sì dare maggiore respiro economico ad altri due milioni di pensionati, ma anche appesantire la voce spesa previdenziale dei conti dello Stato. Una prima stima ha invitato a mettere in conto circa 800 milioni di euro l'anno. Non tantissimo a dire il vero, ma saranno decisive le simulazioni dei prossimi giorni per capire se questa direzione sarà percorribile. Ma in pista c'è anche una seconda ipotesi: tenere ferma la soglia attuale ma aumentare l'importo della quattordicesima.

Anche in questo caso sono decisivi i calcoli, ma pur immaginando un aumento del 50% ovvero uno scatto da 500 a 750 euro, l'impegno di spesa per le casse dello Stato ammonterebbe a circa 600 milioni di euro. Si tratta evidentemente di una scelta politica: meglio estendere il numero dei beneficiari, includendo non solo i pensionati più bisognosi o dare qualcosa in più solo a quest'ultimi? I più maliziosi suggeriscono che la bussola seguita sarà quella elettorale e che alla fine prevarrà la prima ipotesi ovvero quella dell'estensione del numero di coinvolti, considerati un indispensabile bacino di voti in vista della prossima chiamata alle urne.

C'è poi una terza opportunità, affrancabile a una delle due e riguarda l'estensione della no tax area. Si tratta di quella soglia di reddito entro la quale i pensionati non sono tenuti a pagare l'Irpef e che già nell'ultima manovra è stato oggetto di ritocchi. Stando infatti alle regole attuali, sono esentati gli over 75 anni con redditi da pensioni fino a 8.00 euro (prima era fini a 7.750 euro) e gli under 75 fino a 7.750 euro (prima era fino a 7.500 euro). Una prima ipotesi è di prevedere un aumento di 125 euro che comporterebbe un aggravio di spesa previdenziale di 260 milioni di euro l'anno. In quadro dovrebbe diventare più chiaro già entro la fine del mese.

Da verificare, infine, la proroga della staffetta ibrida con cui i lavoratori del settore privato 63enni a cui mancano tre anni dalla maturazione dei requisiti per il ritiro, possono concordare il part time con il proprio datore di lavoro, mantenendo il versamento di tutti i contributi e il 65% dello stipendio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il