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Pensioni ultime notizie e prospettive novità Governo Renzi più probabili per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Sono tanti i temi in agenda nel capitolo delle novità per le pensioni, come la riduzione delle imposte per i redditi bassi.




Non sono ancora indicate le risorse stanziate, certo, ma diventano sempre più chiare le piste seguite dall'esecutivo sulle novità per le pensioni. Ci sono le mini pensioni con penalizzazioni per consentire l'uscita fino a 3 anni prima rispetto alla tabella di marcia indicata dalle norme attuali sulla previdenza e non c'è l'ipotesi di quota 100, da intendersi come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale. La novità dell'ultim'ora riferisce di una decisione accelerazione sul fronte della quattordicesima per i redditi più bassi. Le ipotesi in campo sono due e non sono tra di loro conciliabili.

La prima è l'aumento del numero di beneficiari ovvero l'innalzamento della soglia per ricevere la mensilità aggiuntiva da 10.000 a 13.000 euro lordi e sempre per gli over 64. La seconda è portare da 500 a 750 euro l'importo della quattordicesima, tenendo ferma la platea dei destinatari. Il tutto mentre non viene escluso un ulteriore allargamento della no tax area, la soglia sotto la quale i pensionati non versano l'Irpef, già portata da 7.500 a 8.000 euro per gli over 75 e da 7.500 a 7.750 euro per chi non supera i 75 anni. Non si tratta di cifre stratosferiche, ma solo di 100-150 euro all'anno così da poter essere economicamente sostenibile dalle casse dello Stato.

Si punta poi a rendere più conveniente se non gratuita l'unione dei contributi pagati a fondi differenti. Allo studio anche misure in favore di chi svolge attività prevalentemente faticose e per chi ha iniziato a essere impiegao in giovane età. Per quest'ultimi l'ipotesi che circola con maggiore insistenza è quella dell'applicazione di quota 41 ovvero della maturazione di 41 anni di contribuzione per potersi ritirare a vita privata, senza tenere conto dell'età anagrafica. Più in generale, con la collaborazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, si cerca il modo per separare una volta per tutte la spesa per previdenza da quella per assistenza, andando nella scia dei lavori per la creazione di un fondo per il contrasto all'indigenza.

Allo studio l'opportunità di un'ulteriore proroga di un anno del cosiddetto contributivo femminile ovvero la concessione alle lavoratrici dell'opportunità del congedo con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti in vigore, ma rinunciando a una parte dell'assegno perché calcolato con il contributivo. Il ritiro è possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per le autonoma. La lente di ingrandimento è puntata anche sula previdenza integrativa e sugli investimenti dei Fondi pensione nell'economia reale così come sulle modalità di rivalutazione delle pensioni e tutela del potere di acquisto.

In agenda, sempre nel capitolo delle novità per le pensioni, ci sono anche la valutazione del lavoro di cura, la verifica della situazione dei salvaguardati, la valutazione degli effetti del sistema contributivo sulle carriere di lavoro discontinue, in particolare modo dei giovani, la governance degli istituti di previdenza.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il