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Pensioni ultime notizie e prospettive novità norme inedite per uscita anticipata accanto quota 100, mini pensioni, quota 41

Si cercano novità per le pensioni per lavoratori svantaggiati per i quali non è prevista la possibilità di uscire un po' prima.




C'è un altro importante fronte di lavoro sulle novità per le pensioni ed è quello dei lavoratori disabili, intenzionati a ottenere un migliori riconoscimento della loro posizione ai fini previdenziali. In buona sostanza, chiedono di poter uscire un po' prima rispetto alle norme attuali e senza le penalizzazioni disincentivanti adesso in vigore. La questione non è però di stretta attualità a Palazzo Chigi, come dimostrato dalle due proposte di legge, una presentata alla Camera dei deputati e un'altra al Senato, in attesa di trattazione. Una delle due è addirittura bloccata da oltre un anno, a dimostrazione delle priorità di questo esecutivo.

In comune i due disegni di legge sulle novità per le pensioni hanno l'individuazione della platea dei beneficiari e il tipo di sanzione per chi dichiara il falso. Sotto il primo punto di vista, viene previsto che per gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia riconosciuta un'invalidità superiore al 60% (circa 250.000 lavoratori), sia concessa la possibilità di accedere al prepensionamento con un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un'età pari o superiore a 57 anni per i lavoratori dipendenti e a 58 anni per gli autonomi. In merito alle multe, sarebbero da mettere in conto sia per il lavoratore che attesta falsamente uno stato di invalidità per ottenere l'agevolazione e sia per il medico e chiunque altro concorra nella commissione del reato.

Alla base di quesi disegni di legge c'è l'articolo 38 della Costituzione, secondo cui "ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria". Da queste basi deriva anche il diritto alla pensione per le situazioni di bisogno indicate dalle leggi dello Stato. Ebbene, da un'attenta analisi delle norme in vigore sulla previdenza, viene fuori che non sarebbe stata posta un'adeguata attenzione legislativa per gli invalidi civili.

Il sistema pensionistico agevola il prepensionamento per le donne ma non quello di coloro che si trovano in una situazione di accertata difficoltà fisica: i lavoratori invalidi ai fini pensionistici - tuonano i proponenti dei disegni di legge - sono equiparati, di fatto, ai lavoratori sani. In buona sostanza, è stato previsto un notevole innalzamento dell'età pensionabile, ma senza l'adeguamento della normativa alla realtà dei lavoratori invalidi, non differenziati dagli altri nonostante le loro condizioni di salute. Da qui il riconoscimento di come sia stato un errore prevedere nei confronti dei lavoratori portatori di una disabilità accertata superiore a una certa soglia, la normale prosecuzione dell'attività lavorativa nonostante le loro precarie condizioni di salute. Le proposta di legge puntano quindi a correggere queste storture normative eliminando la disparità di trattamento tra situazioni diverse meritevoli di tutela.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il