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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 due norme per uscire prima per chi ha disabilità

Si cercano novità per le pensioni per eliminare la disparità di trattamento nei confronti dei lavoratori svantaggiati.




Non ci sono solo le esigenze di un miglior trattamento di pensione per il lavoratore generico, per chi svolge attività prevalentemente faticose e per chi ha iniziato a essere impiegato in giovane età. A sollecitare novità per le pensioni sono da tempo coloro che sono alle prese con disabilità. A dimostrazione di come la politica se ne stia occupando marginalmente e con una tempistica che non rispecchia l'urgenza di sanare la loro posizione, ci sono i due disegni di legge che, dopo essere stati depositati, continuano a rimanere fermi in un cassetto. Da quanto tempo sono in attesa di trattazione? Da più di un anno il primo, bloccato in Senato, da nove mesi l'altro, congelato alla Camera dei deputati.

Il primo disegno di legge è molto semplice e prevede che agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 60% o rientrante tra le prime quattro categorie della tabella relativa alle pensioni di guerra, sia permesso su base volontaria il diritto all'accesso al trattamento previdenziale con la maturazione di 35 anni di contributi versati e con 57 anni di età per i lavoratori dipendenti o 58 anni per i lavoratori autonomi. Previste anche sanzioni se il lavoratore dovesse attestare un finto stato di invalidità al fine di conseguire le agevolazioni: la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5.200 a 10.000 euro. La medesima pena si applica al me-dico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto.

Il secondo disegno di legge è praticamente lo stesso: cambiano solo le tempistiche per l'introduzione delle novità per le pensioni per via del periodo differente di presentazione del testo. Viene allora previsto che per gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 60%, pari a circa 250.000 lavoratori, la possibilità di accedere al prepensionamento un po' prima rispetto alle norme in vigore, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per i lavoratori dipendenti e a 58 anni per i lavoratori autonomi, così come già previsto per le donne.

Anche in questo caso sono da mettere in conto sanzioni per il lavoratore che attesta falsamente uno stato di invalidità per ottenere il beneficio. La pena si applica anche al medico e a chiunque altro concorra nella commissione del delitto. Alla base di questo attivismo sul fronte disabili delle novità per le pensioni c'è la convinzione che sia sbagliato prevedere nei confronti dei lavoratori portatori di un'invalidità superiore a una certa soglia, la normale prosecuzione dell'attività lavorativa nonostante le loro condizioni di salute. Anche perché - è il ragionamento - dopo tanti anni di lavoro risentono in misura maggiore rispetto agli altri lavoratori la fatica derivante dallo svolgimento dell'attività lavorativa.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone sofferenti che improvvisamente hanno visto allontanarsi l'età pensionabile con l'introduzione delle regole attuali. Contro l'evidenza dei fatti e il buon senso, spiegano i promotori, persiste la disparità di trattamento nei confronti di questi lavoratori svantaggiati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il