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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 norme francesi approvate senza peggioramento pensioni

Continua a essere impietoso il confronto sulle novitÓ per le pensioni tra l'Italia e gli altri Paesi europei.




Non c'è nulla da fare: le indicazioni che arrivano dagli altri principali Paesi europei sulle novità per le pensioni continuano a testimoniare come l'Italia stia viaggiando a una velocità differente, decisamente inferiore. Succede infatti che in Francia ha appena ottenuto il via libera una complessa riforma di previdenza e lavoro che, sebbene contestata sul secondo versante, ha di fatto lasciato immutata la possibilità di congedarsi dal lavoro già a 62 anni. Inevitabile chiedersi perché da questi parte si segua una direzione contraria, considerando il progressivo allontanamento del traguardo della pensione e la contestuale difficoltà a uscire un po' prima.

Il confronto con la Germania è se possibile ancora più impietoso, alla luce del recente aumento del 5% degli assegni di pensione e delle condizioni meno penalizzanti per i lavoratori precoci, per le donne e per chi svolge attività prevalentemente usuranti. Di più: il ministro della Famiglia, Manuela Schwesig, ha proposto l'erogazione di 300 euro al mese ai genitori che trascorrono maggior tempo con i figli ovvero se entrambi giovani riducono l'orario di lavoro. Il costo della misura è di poco inferire al miliardo di euro l'anno. Da queste parti si ragiona ancora se prorogare di altri 12 mesi l'opzione donna con cui le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome possono andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno previdenziale.

E non decolla neanche il disegno di legge in favore dei lavoratori disabili, ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 60% o rientrante tra le prime quattro categorie della tabella relativa alle pensioni di guerra. L'obiettivo, per ora lontano dal suo raggiungimento, è consentire il diritto all'accesso al trattamento previdenziale con la maturazione di 35 anni di contributi versati e con 57 anni di età per i lavoratori dipendenti o 58 anni per i lavoratori autonomi. Previste anche sanzioni se il lavoratore dovesse attestare un finto stato di invalidità al fine di conseguire le agevolazioni: la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5.200 a 10.000 euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il