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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Governo Renzi e il Pil che peggiora ancora

Le condizioni dell'economia italiana non autorizzano a credere in grandi prospettive sulle novità per le pensioni.




Vista dal punto di vista strettamente economico, questo non è il periodo migliore per intervenire sulle novità per le pensioni. Condizione indispensabile per la previsione di misure realmente incisive è la ripresa della crescita del Paese, ma nel secondo trimestre il Prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,15% contro lo 0,25% stimato e sarà non molto più vivace anche nel terzo. Lo afferma il Centro Studi di Confindustria nell'ultima congiuntura flash. All'incertezza derivante dalla Brexit si sommano le difficoltà del sistema bancario, non solo in Italia - sottolinea la nota del Csc - fattori che accrescono i rischi al ribasso per l'andamento dell'economia italiana.

Per quanto riguarda le famiglie, è positiva la dinamica dei consumi anche se con prospettive incerte: sono i prezzi deboli a sostenere il reddito reale. E con gli attuali vincoli di bilancio, anche a livello europeo in vista della scrittura della prossima manovra, diventa oggettivamente difficile lavorare sulle novità per le pensioni. Ogni mese gli istituti di statistica pubblicano un indice della produzione industriale. Questo è un indicatore dell'andamento dell'industria e viene usato per capire come va l'economia. Anche se l'industria è solo una parte dell'economia (i servizi ne costituiscono ormai la quota prevalente) ne rappresenta ancora la spia più sensibile.

E la produzione è destinata, naturalmente, sia al consumo interno sia alle esportazioni. Si tratta quindi di un indicatore da non sottovalutare e da prendere nella opportuna considerazione. Il tutto mentre fanno discutere le affermazioni del Fondo monetario internazionali contenute in un documento preparato per il G20 che si terrà in Cina il domani. Si legge che l'Unione europea deve affrontare i problemi del settore bancario, che rappresentano elementi di rischio al ribasso per la crescita. In alcuni paesi dell'area euro i bilanci delle banche e la necessità di ridurre gli elevati livelli di debito continuano a pesare sulla domanda e sulla crescita.

Il Fondo auspica anche che le banche centrali continuino a usare tutti gli strumenti a disposizione inclusi i tassi di interesse negativi, verificando però il loro impatto sulla redditività delle banche. E da parte sua, Mario Draghi apre ai paracadute pubblici sulle banche, in circostanze eccezionali e di fronte a un mercato dei crediti deteriorati non funzionante che obbligherebbe alla svendita. Per questo il presidente della Bce invita a iniziare a risolvere quanto prima il grande problema delle sofferenze degli istituti italiani, anche con una serie di misure da parte del governo per rendere le cessioni degli Npl possibili. Perché, sottolinea, la soluzione comunque richiede tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il