BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 quali misure Manovra Finanziaria donne, precoci, usuranti

Nel mirino di Palazzo Chigi in vista della prossima manovra ci sono le novitÓ per le pensioni per lavoratori precoci e lavori usuranti.




Il principale fronte di lavoro a Palazzo Chigi, rispetto a cui è ragionevole credere all'introduzione di novità in vista della manovra finanziaria, è quello delle mini pensioni. Con questo strumento, l'uscita un po' prima rispetto ai requisiti adesso in vigore sarebbe consentita grazie a una somma garantita dagli istituti di credito ed erogata al lavoratore dall'Istituto nazionale della previdenza sociale che dovrà essere rimborsato a rate in vent'anni, interessi compresi, senza garanzie reali a carico del beneficiario. In gioco anche le assicurazioni dovrebbero essere chiamate a coprire il rischio di morte prima della scadenza dell'accordo. Il costo dell'ammortamento sarà diverso a seconda dei beneficiari.

Nei pensieri di forze sociali, Ministero del Lavoro e commissioni parlamentari c'è anche il mondo femminile, rispetto a cui una prima ipotesi è la proposizione della proroga o la strutturalità del contributivo donna con cui le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome possono andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno previdenziale.

Troppa la disparità tra uomini e donne in materia previdenziale, con tanto di richiamo dell'Unione europea e possibile intervento sanzionatorio, per far finta di nulla. L'ammontare della pensione è condizionato dalla misura delle retribuzioni percepite fino a quando il sistema di calcolo è stato di tipo retributivo, o dai contributi versati con il passaggio al contributivo, così come dall'interruzione di rapporti di lavoro e da forme di occupazione part time. E alla luce della discontinuità delle carriere lavorative e della maggiore difficoltà a ricoprire posizioni di vertice e pagata meglio sono proprio le donne ad andare maggiormente in affanno.

Nel mirino di Palazzo Chigi in vista della prossima manovra anche coloro che hanno iniziato a essere occupati in giovane età. La proposta è di confermare la soglia dei 40 anni contributivi minimi per accedere alla pensione o di valutare la cosiddetta quota 41, ma senza l'applicazione di penalizzazioni nell'assegno previdenziale. Infine, per i lavoratori impegnati in attività usuranti il governo sta pensando di rendere più agevole l'accesso alla pensione facendo leva su una semplificazione dei requisiti attuali senza allargare la platea. Tra le diverse ipotesi allo studio dei tecnici dell'esecutivo la cancellazione delle finestre di uscita degli altri vincoli normativi che ostacolano l'accesso al pensionamento.

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il