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Pensioni ultime notizie e prospettive novità Legge Stabilità quali novità inserite mini pensioni, quota 41, quota 100

Tra le novità per le pensioni si valuta il congelamento dell'aspettativa di vita per chi svolge attività faticose.




L'esecutivo ha deciso: la principale novità in vista della prossima manovra saranno le mini pensioni. Manca ancora un elemento fondamentale per capire l'impatto di questo provvedimento ed è lo stanziamento economico, ma il presupposto rimane quello dell'età. Per uscire un po' prima rispetto a quanto previsto dall'attuale legge previdenziale è necessario trovarsi a non più di tre anni dalla pensione. Il meccanismo scatta per gli ultra 63enni, in prima battuta i nati negli anni 1951, 1952, e 1953. La durata massima è di tre anni e l'entità dell'assegno non dovrebbe superare il 95% dell'ipotetica pensione di vecchiaia maturata.

C'è un aspetto decisivo rispetto a cui il Ministero del Lavoro sta discutendo con le forze sociali: l'opzione scelta per le agevolazioni fissa a cinquemila euro di pensione lorda la soglia sopra il quale non scattano le detrazioni fiscali. Considerando l'attuale andamento dei tassi e il quadro finanziario è possibile ipotizzare l'applicazione di un tasso annuo nominale del 3% sulle mini pensioni. All'ipotesi di Tan si aggiungerebbe un'assicurazione contro il rischio di premorienza con un premio del 30% sul valore delle mini pensioni. Il costo per il pensionato, cioè l'incidenza della rata media di rimborso sull'assegno, spalmata su 20 anni, potrebbe oscillare tra l'1,4% e il 5% l'anno.

Palazzo Chigi sta studiando una misura finalizzata a garantire ricongiunzioni gratuite per tutti anche per andare in pensione un po' prima. In particolare si punterebbe a cancellare il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che oggi impedisce la ricongiunzione gratuita. L'assegno guadagnato sarebbe un proquota valorizzato con le regole contributive di ogni gestione. In questa scia si inserisce la posizione del presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, da sempre favorevole a questo passaggio. L'unificazione gratuita dei contributi versati in diverse gestioni potrebbe interessare 70-80mila lavoratori l'anno. Il costo per le casse dello Stato? 380 milioni di euro dal 2027.

Tra le novità per le pensioni, il meccanismo automatico di adeguamento dei requisiti di pensionamento legato all'aspettativa di vita verrebbe sterilizzato per i lavoratori esposti ad attività usuranti, per i quali sono allo studio semplificazioni sui criteri di riconoscimento dell'anticipo pensionistico (fino a tre anni). Dal 2019 l'aggiornamento dell'aspettativa di vita passa da una cadenza triennale a una biennale. Sarà comunque decisive le valutazioni economiche.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il