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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 Governo Renzi e misure in Legge Stabilità

Ecco come sta lavorando Palazzo Chigi sulle novità per le pensioni in vista della scrittura della prossima manovra.




Le coordinate dell'azione dell'esecutivo sulle novità per le pensioni sono state individuate: si punta a consentire l'uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalle norme attuali con un massimo di tre anni di anticipo. Potranno beneficiare delle cosiddette mini pensioni gli over 63: nel 2017 i nati tra il 1951 e il 1953; nel 2018 anche i nati nel 1954 e nel 2019 i nati 1955. Gli importi bancari assicurato per finanziare questo strumento per eliminare un po' di rigidità dovrebbe essere gestito dall'Istituto nazionale della previdenza sociale. Tra l'altro, le ultime notizie riferiscono di minori flussi determinati dall'aumento dell’aspettativa di vita di 4 mesi e dall'aumento di 18 mesi dell'età di vecchiaia delle donne.

Tra le novità che stanno prendendo quota c'è quella delle ricongiunzioni gratuite anche per la pensione anticipata. Allo studio a Palazzo Chigi in vista della prossima manovra anche una misura speciale per coloro che hanno iniziato a essere occupati in giovane età. La proposta è di confermare la soglia dei 40 anni contributivi minimi per accedere alla pensione o di valutare la cosiddetta quota 41, ma senza l'applicazione di penalizzazioni nell'assegno previdenziale. Al centro dei pensieri ci sono anche i lavoratori alla prese con attività prevalentemente faticose.

Al lavoro anche sulla riduzione delle imposte ovvero sull'estensione della no tax area, il tetto di reddito al di sotto del quale i pensionati non sono chiamati a pagare l'Irpef. Stando infatti alle regole attuali, sono esentati gli over 75 anni con redditi da pensioni fino a 8.00 euro (prima era fini a 7.750 euro) e gli under 75 fino a 7.750 euro (prima era fino a 7.500 euro). L'ipotesi è un aumento di 125 euro che comporterebbe un aumento di spesa previdenziale di 260 milioni di euro l'anno. Altre due ipotesi di intervento in vista della manovra tirano in ballo le quattordicesime. Si stanno infatti valutando misure per chi è già in pensione e vive con un assegno molto basso.

L'opzione più gettonata prevede una consistente estensione della platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità, oggi limitata agli assegni sotto i 750 euro mensili corrispondenti a 9.786 euro e 86 centesimi lordi l'anno, facendo salire quest'ultimo tetto a 12-13.000 euro lordi l'anno. In ballo c'è anche l'ipotesi di bloccare la soglia attuale ma aumentare l'importo della quattordicesima. Immaginando un aumento del 50% ovvero uno scatto da 500 a 750 euro, l'impegno di spesa per le casse dello Stato ammonterebbe a circa 600 milioni di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il