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Pensioni ultime notizie e prospettive novità SIA introduzione assegno universale in attesa novità quota 100, quota 41

Si lavora sulle novità per le pensioni anche nell'ottica di sostenere il reddito di indigenti e disoccupati.




Si tratta solo di un inizio e la misura non è altro che un tassello nel mosaico più grande e generale sulle novità per le pensioni. Tuttavia Palazzo Chigi ci crede e lo ritiene un provvedimento in grado di assicurare le prime risposte. Tutto nasce dall'ultima manovra con l'istituzione di un fondo per la lotta all'indigenza e all'esclusione sociale, dotato di un miliardo di euro a partire dal 2017. Si tratta una variante dell'assegno universale, di cui se ne parla da anni, applicata su tutto il territorio nazionale, e che coordina tutti gli strumenti di assistenza, i servizi sociali e i servizi per la ricerca del lavoro.

L'assegno universale non si traduce solamente in un supporto economico per il beneficiario, ma è articolato in un beneficio in soldi e in una componente di servizi alla persona. L'erogazione è condizionata alla prova dei mezzi, effettuata attraverso l'Isee. L'altra condizione per ricevere il beneficio è l'adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Da segnalare in questo contesto il riordino delle prestazioni di natura assistenziale, fatta eccezione per le prestazioni rivolte alla fascia di popolazione anziana non più in età di attivazione lavorativa e alle prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle legate alla condizione di disabilità e di invalidità.

Un ruolo centrale viene ricoperto dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, peraltro attiva anche con altre proposte sulle novità per le pensioni, a controllare che chi riceve l'assegno universale ne abbia diritto. E poi la social card sarà assorbita dallo stesso assegno universale, ma solo nel momento in cui il nuovo beneficio copre le fasce di popolazione interessate. Niente a che vedere, insomma, con l'assegno universale proposto dal Movimento 5 Stelle, per tutti i cittadini italiani, europei e gli stranieri provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di reciprocità sulla previdenza sociale. Per tutti loro viene immaginato un assegno minimo sulla base della composizione del nucleo familiare e dell'indicatore ufficiale di povertà monetaria dell'Unione europea.

Più esattamente il valore è pari ai 6 decimi del reddito mediano (linea di reddito entro la quale stanno la metà delle famiglie italiane) equivalente familiare, quantificato per la persona singola nell'anno 2014 in euro 9.360 annui e euro 780 mensili. La misura è quindi riferita al valore mediano del reddito che in Italia è stato fissato nel 2013 da Eurostat a euro 15.514. La proposta non ha trovato alcun seguito per via dell'assenza di coperture economiche, nonostante le aperture del ministro dell'Economia e del presidente della Camera dei deputati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il