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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 da Draghi dato un ulteriore sostegno

Nuovo appoggio da parte del presidente Draghi all’Italia ma anche nuovi incitamenti a cambiamenti necessari: effetti e conseguenze per novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Draghi ha ribadito con la Bce che i problemi degli istituti italiani devono essere risolti a livello pubblico e comunitario e che la stessa Bce come riportato dalle ultime notizie e ultimissime può dare un aiuto ma che ci vuole sia la volontà comunitaria che molta pazienza in quanto sono operazioni che per loro natura sono molto lunghe. Dicendo questo si aprono più possibilità per le novità per le pensioni a livello di trattativa, che continuano, comunitarie per avere i 15-20 miliardi che potrebbe essere utilizzati anche per le novità per le pensioni. Anche se c'è da dire che potrebbe non bastare più.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Dall'ultima riunione arriva un appoggio ancora importante, molto significativo da Draghi che appoggia un fondo comunitario pubblico per la soluzione dei problemi degli istituti come confermano le ultime notizie e ultimissime lasciando così potenziale spazio per trovare soldi per le novità per le pensioni e altri cambiamenti fondamentali sia per l'economia che la società che nelle sua parole ancora una volta Draghi ha ribadito come prioritari.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, è tornato ad intervenire sulla questione delle sofferenze degli istituti di credito e delle possibilità di salvataggio delle difficoltà creditizie italiane attraverso aiuti pubblici: stando alle ultime notizie, infatti, Draghi avrebbe incitato il governo italiano a fare di più per salvare i propri istituti di credito e spingere ancora su processi di pignoramenti e procedure di fallimenti sui debiti esistenti. Aprendo al sostegno dell’aiuto pubblico, Draghi ancora una volta fornisce un appoggio al governo italiano ma è necessario che quest’ultimo, da parte sua, faccia qualcosa di concreto per dimostrare di essere sul percorso di risalita. Secondo Draghi, infatti, è possibile pensare ad aiuti di Stato per le difficoltà degli istituti di credito in situazioni particolari, sostenendo, dunque, esplicitamente la richiesta dell'Italia all'Europa di sostegni pubblici e nuovi fondi. Per il presidente della Bce, infatti, è vero che vi sono problemi degli istituti bancari in Italia ma è anche vero che si tratta di problemi risolvibili. Il punto è che serve tempo e l’apertura  all'aiuto pubblico e comunitario rappresenta comunque una posizione importante, dimostrando di andare nella stessa direzione delle richieste dell’Italia che chiede un fondo comunitario di ulteriori concessioni, con l’intenzione di lasciare i soldi disponibili per il prossimo bilancio.

Il punto è che bisogna trovare tali soldi. E in questo scenario si inserisce la promessa del Responsabile del Dicastero dell’Occupazione che qualche tempo fa ha annunciato nuovi soldi da impiegare ma bisogna ancora capire da dove deriveranno tali risorse che non dovranno essere usati per risolvere i problemi degli istituti bancari, se effettivamente dovessero essere concessi nuovi aiuti pubblici, e quindi potrebbero essere impiegati in ulteriori provvedimenti, come le tanto discusse novità per le pensioni. D’altro canto, però, lo stesso Draghi, torna a chiedere ancora cambiamenti all'Italia e alle altre nazioni sui temi cruciali e più importanti, come misure occupazionali innanzitutto, indicazione che per il nostro Paese significherebbe togliere quel tappo creato dalle norme pensionistiche attuali.

Sono considerazioni che risultano spontanee alla luce delle ultime notizie e dell’andamento delle situazioni nel nostro Paese: la disoccupazione, infatti, è ancora alta, le persone più anziane sono costrette a rimanere sempre più a lungo a lavoro e il valore dei redditi pensionistici finali si abbassa sempre più. Si tratta di un quadro negativo che, in parte, potrebbe essere risolto investendo finalmente quei soldi già disponibili e altri che si potrebbero recuperare da altri provvedimenti di tagli e revisioni, se solo la maggioranza lo volesse davvero, in novità per le pensioni di uscita prima universali e strutturali che consentirebbero quel ricambio generazionale che, a sua volta, rappresenterebbe la nuova leva per dare spinta a produttività e rilancio dell’economia in generale. Del resto, si tratterebbe di investire fondi in novità che potrebbero risultare decisamente più vantaggiose rispetto ai provvedimenti realizzati finora.

Per l’approvazione delle nuove norme occupazionali, che il premier continua a dire siano state importanti e cruciali per rilanciare un’occupazione, soprattutto giovanile, che invece dai numeri sembra in stallo, tra decontribuzione fiscale per nuove assunzioni ed erogazione del bonus di 80 euro ai lavoratori statali, sono stati spesi oltre 20 miliardi di euro, senza avere in cambio, a distanza di tempo e come testimoniato dalle ultime notizie, effettivi benefici, quelli che invece avrebbero potuto portare le novità per le pensioni di uscita prima, tra novità pensioni di quota 100, mini pensione per tutti, e novità pensioni di quota 41.

E con una cifra di oltre 20 miliardi, la maggioranza avrebbe avuto tutti i margini di interventi possibili, tra scelta di piano di uscita prima, per un costo di qualche miliardo di euro, oscillante tra i 5 più o meno delle novità pensioni di quota 41, i circa 10, 12 per la novità pensioni di quota 100, e i dieci che, secondo ulteriori stime, servirebbero per l’introduzione dell’assegno universale per tutti del valore di 500 euro mensili. In base ad alcune statistiche, infatti, con le novità pensioni di uscita prima, i piani di prepensionamento potrebbero garantire la creazione di uno, due posti di lavoro ogni tre prepensionamenti, garantendo dunque nuove possibilità lavorative per i più giovani, rispondendo in maniera positiva ai nuovi incitamenti del presidente della Bce, ma anche cercando di garantire un futuro tanto occupazionale quanto pensionistico ai ragazzi italiani che oggi sembrano vivere in una condizione di grandissima incertezza e timore di seri rischi per il futuro.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il