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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 tagli pensioni in corso da Istituto Previdenza in silenzio per rilancio

Ricalcolo delle pensioni, nuovo recupero risorse economiche e possibili effetti ulteriori novità per le pensioni di uscita prima: come funziona il sistema dell’Istituto di Previdenza




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:01): Il taglio delle pensioni più alte a partire da quelli degli esponenti pubblici fa già parte delle misure per le novità per le pensioni della maggioranza da tempo e come confermato dalle ultime notizie e ultimissime anche la Consulta non si opporebbe come da ultima sentenza. Il problema principale rimane il quando. Perchè ora è difficile partire anche da quelle del Parlamento visto l'equilibrio non così saldo di cui la maggioranza gode in questo momento. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:33): Dunque, come si era già detto, potrebbe esserci al momento fatidico dell'attivare i tagli ed erogare le pensioni più basse dopo le revisioni fatte, un blocco da parte del Ministero del Tesoro o della Maggioranza che miri a rimandare il tutto (non crediamo a cancellarlo) nonostante questi soldi sarebbero utili per le novità per le pensioni come si evince chiaramente della ultime notizie e ultimissime negative sulla congiuntura attuale e prospettive.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): C'è da sottolineare che se da una parte l'Istituto di Previdenza continua su questa strada e chiede anche una revisione più ampia per rilanciare le novità per le pensioni, anche gli stessi tecnici della maggioranza con in testa il consigliere economico hanno detto ufficialmente che avrebbero chiesto una revisione dai 100mila euro in su come riferiscono le ultime notizie e ultissime. Il problema è che al momento occorre raccogliere consenso e la maggioranza già in difficoltà non sembra assolutamente disposta ad accontentare queste due richieste pur arrivando da ambienti a lei vicinissimi, anzi da lei stessa lì collocati.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): La revisione del valore potrà essere decisa anche reatroattiva e viene continuata a fare dall'Istituto di Previdenza per avere soldi disponibili per rilanciare alcune misure per le novità per le pensionicome quota 100 o quota 41 presenti nel proprio progetto anche se potrebbero andare a finire per le mini pensioni sostenute dalla maggioranza. Quindi, almeno a livello teorico e da quanto viene riportato dalle ultime notizie e ultimissime servirebbe per ridare slancio almeno in parte  per uscire prima.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Grazie alla possibilità concessa da un comma, l'Istituto di Previdenza aveva detto di voler procedere con la revisione delle pensioni partendo dalle più alte per poi dare la minore tra le due riformulate,a ddiritturittura con effetto retroattivo per rilanciare le novità per le pensioni come quota 100, mini pensioni e quota 41. Detto e fatto, l'operazione continua come confermano le ultime notizie e ultimissime ufficiali

L’Istituto di Previdenza continua nel suo piano di ricalcolo degli assegni pensionistici più elevati: secondo quanto portato avanti dallo stesso Istituto, il ricalcolo interesserebbe le pensioni più elevate in parte ancora risultato del vecchio sistema di calcolo retributivo, decisamente più vantaggioso dell’attuale contributivo, in vigore per tutti dal gennaio del 2012, con l’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche che hanno anche allungato l’età pensionabile per tutti. A differenza del convenite retributivo, con l’attuale sistema di calcolo contributivo, ogni lavoratore al termine della propria vita lavorativa percepirà una pensione interamente calcolata sui contributi realmente versati nell’arco della sua attività professionale. Non qualcosa in più, come avveniva con il retributivo che considerava come base di calcolo gli ultimi stipendi, decisamente più alti a fine carriera, non qualcosa di meno.

Si tratta di un sistema che dovrebbe garantire uguaglianza per tutti: ognuno infatti percepirebbe quanto spettante, senza più vedere imponenti cifre pensionistiche da capogiro, le stesse su cui si vorrebbe agire con ricalcoli contributi e tagli. C’è chi, poi, come il M5S per le elevate pensioni degli alti esponenti istituzionali, sia locali che nazionali, ne ha chiesto la totale abolizione. Le novità di calcolo del trattamento finale, come precisato dallo steso Istituto di Previdenza, riguardano innanzitutto i lavoratori che hanno maturato i 18 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995 e che calcolano la loro pensione con sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e sistema contributivo dal primo gennaio 2012. Il sistema di revisione prevede il calcolo del trattamento con sistema retributivo fino al 2011 e contributivo dal 2012 e il calcolo dell'eventuale assegno interamente calcolato con sistema retributivo anche dopo il 2011: se effettuati i due calcoli, la pensione risultato delle attuali norme sarà inferiore a quella risultante con il vecchio metodo retributivo, l'assegno non subirà alcuna penalità, ma se sarà superiore bisognerà allora effettuare il secondo sistema di ricalcolo contributivo.

Ad essere interessati da questo sistema di revisione di calcolo pensionistico coloro con guadagni elevati, superiori a circa 46mila euro annui, che non avendo nessun massimale sulle retribuzioni riescono a raggiungere cifre superiori a quella risultanti dal calcolo contributivo anche perché in servizio anche oltre la soglia di età pensionabile, come professori universitari, dirigenti, magistrati, alte cariche statali. I risparmi che deriveranno da questo ricalcolo saranno utilizzati dallo stesso Istituto di Previdenza per garantire prestazioni pensionistiche adeguate a determinate categorie di lavoratori che ancora devono essere individuati ufficialmente ma che al momento risulterebbero tra le più penalizzate, al fine di iniziare a ristabilire concretamente equità sociale all’interno dello stesso sistema previdenziale.

Questo nuovo sistema di doppio calcolo pensionistico, con metodo contributivo dal 2012 e retributivo fino al 31 dicembre 2011, è stato esteso anche ai militari con almeno 18 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 1995 ma la revisione della pensione finale interesserà, anche in questo caso, coloro che sono rimasti in servizio oltre l’età pensionabile dei 66 anni e 7 mesi. Si tratta di un meccanismo di ricalcolo che è stato richiesto anche dai tecnici ed esteso a tutti: per i tecnici delle pensioni, infatti, sulla scia di quanto sta già facendo Istituto di Previdenza, il ricalcolo dovrebbe toccare coloro che percepiscono redditi pensionistici più elevati, ricalcolo che per il consigliere economico del premier dovrebbe interessare le pensioni oltre i 100mila euro, anche se dalle ultime notizie non si è ancora capito se tale cifra sia da intendere al lordo o al netto.  

La necessità di procedere a questa revisione di calcolo delle pensioni finali di chi percepisce soprattutto importi decisamente più elevati è, oltre che per garantire equità sociale, anche la necessità di recuperare nuove risorse economiche che lo stesso Istituto potrebbe poi investire in ulteriori novità per le pensioni positive per tutti. Secondo le stime del presidente, infatti, dal solo ricalcolo delle pensioni più alte degli elevati esponenti istituzionali, si ricaverebbero ben 200 milioni di euro all’anno, che sommati agli altri soldi derivanti dai ricalcoli delle altre elevate pensioni, arriverebbero a rappresentare un bel gruzzoletto che potrebbe esse impiegato per novità pensioni di quota 100 per tutti, novità per le pensioni di quota 41, per chi è entrato giovanissimo nel mondo lavorativo o chi svolge occupazioni pesanti, o mini pensione ma per tutti, senza considerare quei provvedimenti che già potrebbero essere attuati perché a costo zero, come la cancellazione degli elevati costi a carico di coloro che vogliono riunire tutti i contributi previdenziali versati in diverse gestioni, ma su cui ancora non è stato trovato un accordo finale.   

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il