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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 delineato da Governo Renzi sempre più il suo progetto

Quali sono le ipotesi di lavoro del governo Renzi, progetto arricchito e novità per le pensioni in discussione: misure e cosa aspettarsi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Vi sono almeno quattro capitoli fondamentali per le novità per le pensioni che il Governo Renzi dalle ultime notizie e ultimissime pare aver deciso. Sono quattro capitoli che devono essere ancora definiti e ci sono diversi dubbi ma su cui si vorrebbe puntare in modo deciso nonostante i pochi apprezzamenti già ricevuti:

- pensioni novità con sistema mini pensioni
- pensioni novità taglio delle imposte con almeno tre scenari
- pensioni novità unione semplificata e grutuita contributi di diversi settori
- pensioni novità quota 41 con contributi figurativi o comunque con agevolazioni così come, se possibile, per chi ha ha fatto occupazioni pesanti ( quest ultimo punto il più complicato)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45):  Finalmente, forse, anche il Governo Renzi ha incominciato a capire la centralità delle novità per le pensioni come tema tra i cittadini e si inizia a delineare un progetto per le novità per le pensioni più chiaro come si evince dalle ultime notizie e ultimissime. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e qui gli ostacoli sono ancora tanti, senza contare che le novità per le pensioni dette pur pensando che siano tutte fattibili (cosa che non è detta) non convincono neppure tanto

Si va sempre più delineando il progetto di lavoro del governo Renzi inerente non soltanto in merito alle novità per le pensioni ma anche per altri provvedimenti che per la maggioranza continuano ad essere prioritari, soprattutto in vista del prossimo voto costituzionale d’autunno, ma soprattutto di possibili nuove elezioni. In merito alle novità per le pensioni, le ultime notizie continuano a concentrarsi su quel sistema di mini pensione di cui man mano la stessa maggioranza sta fornendo sempre più dettagli e funzionamento. In particolare, il sistema di uscita prima basato sulla mini pensione, che continua a suscitare molto critiche perché piuttosto limitato e poco vantaggioso per il lavoratore che vuole andare in pensione prima,  interessa i nati tra il 195 e il 1953, prevede l'uscita prima fino a tre rispetto ai 66 anni e sette mesi oggi richiesti, accettando penalità fino al 15% sulla pensione finale che si ridurrebbero, grazie all'applicazione di detrazioni fiscali, per coloro che percepiscono redditi pensionistici più bassi.

Questo piano prevederebbe il coinvolgimento degli istituti di credito per l’erogazione dell’anticipo di uscita prima, che verrebbe però corrisposto dall'Istituto di Previdenza, e la restituzione di questo appena anticipo avverrebbe con piano 20ennale e relativi interessi che, però, sarebbero interamente a carico dello Stato, questione che preoccupa però gli stessi istituti bancari, perché se tali interessi dovessero essere troppo bassi, allora non sarebbe conveniente un loro ruolo in questo piano. Al contrario, però, se fossero troppo alti, lo Stato non avrebbe le coperture necessarie per il loro pagamento. E questo è un primo dubbio che riguarda questo sistema di mini pensione per andare in pensione prima. Altro dubbio è relativo alle entità delle detrazioni fiscali che dovrebbero essere calcolate per ridurre le penalità sulle pensione finale di chi si ritrova più in difficoltà, così come si attendono ancora risposte in merito alle richieste di forze sociali e comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio di riduzione delle penalità dal 15 all’8% e di aumento degli anni di uscita prima, portandoli da tre a quattro.

Dalle ultime notizie circolate, insieme alla novità per le pensioni basata sulla mini pensione, sembra che la maggioranza abbia aperto, e finalmente in maniera netta e concreta, alla possibilità di cumulare in maniera gratuita i soldi per i contributi versati in diverse gestioni previdenziali, altro meccanismo che permettere di andare in pensione prima ad alcune persone ma che, soprattutto, secondo le stime, non dovrebbe richiedere costi. Rientra, tuttavia, tra le priorità di lavoro del governo anche il piano di riduzione delle imposte, che secondo gli stessi tecnici dell’Economia dovrebbe essere prioritario rispetto all’attuazione di altri provvedimenti, come le stesse novità per le pensioni, perché una riduzione della pressione fiscale a carico dei cittadini servirebbe certamente a ridare loro stessi maggiore ossigeno, permettendo anche ai cittadini stessi di tornare ad avere fiducia nei confronti del governo.

 La stessa maggioranza pare che nei giorni scorsi abbia davvero nuovamente aperto anche alla realizzazione di novità per le pensioni di quota 41, per sostenere coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, con possibilità di definizione di una sorta di bonus mesi da applicare nel calcolo di raggiungimento della pensione finale. Si tratterebbe di un calcolo pensionistico un po’ particolare che per coloro che hanno iniziato a lavorare a 14, 15 anni, prevederebbe un bonus che potrebbe essere di tre o sei mesi da considerare fino al 18esimo anno. In pratica, chi ha iniziato a lavorare, per esempio, a 15 anni, per tre anni, e cioè fino ai 18 anni, potrà calcolare un bonus mensile di tre mesi che permetterebbe di applicare uno sconto sul raggiungimento della pensione finale di 9 mesi. Si tratta, tuttavia, di una novità che poco piace agli stessi interessati che invece continuano a rilanciare la proposta di uscita per tutti con 41 anni di contributi, senza alcuna penalità e senza la necessità di raggiungere alcuna soglia anagrafica.

Altra ipotesi al vaglio sarebbe quella di estendere l'erogazione della quattordicesima ad ulteriori pensionati che percepiscono bassi redditi pensionistici: se, infatti, ora viene erogata a tutti coloro che percepiscono una pensione inferiore ai 10 mila euro lordi l’anno, 9.786 euro e 86 centesimi per la precisione, la maggioranza starebbe pensando di estendere tale misura, che consiste nel'erogazione di ulteriori 500 euro, a coloro che percepiscono fino a 13 mila euro lordi l'anno, il che significherebbe allargare la platea dei beneficiari di tale misure di ben due milioni di pensionati che sommati agli due che già la percepiscono significherebbero ben 4 milioni di pensionati da sostenere praticamente. Tra le diverse proposte di novità per le pensioni avanzate finora e quelle che ora sembrano al vaglio di esecutivo e forze sociali, non sembrerebbe essersi più la novità per le pensioni di quota 100, che pare essere stata al momento messa da parte perché troppo costosa, anche se in tanti continuano a sostenere che sarebbe l’unica novità per le pensioni vantaggiosa per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il