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Pensioni ultime notizie fondamentale novità che a decisioni prese ci sia referendum per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

C'è il nodo referendum a essere più importante di quel che sembra nell'ottica delle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:30): E' stato detto sia chiaramente che attraverso indiscrezioni dalle ultime notizie e ultimissime da diversi esponenti della maggioranza che le novità per le pensioni e su altri argomenti potranno e saranno utilizzate per riuscire a recuperare il consenso per il referendum. E che puntando su novità concrete per le novità per le pensioni, imposte, occupazione si potrà vincere. E il fatto che il referendum dovrebbe avvenire a bilancio fatto sarà, dunque, un arma a doppio taglio che potrebbe risultare vincente o perdente rispetto a quanto fatto concretamente nel prossimo bilancio e di come gli italiani lo giudicheranno.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:02): Non è detto che possa anche essere spostato, ma sembra difficile e se così non fosse e venisse confermata la data delle ultime notizie e ultimissime, dovrebbe avvenire dopo che il bilancio sarà stato approvato ufficialmente così come tutte le misure comprese le novità per le pensioni. E non può che essere positivo, in quanto così si capirà davvero se le tante parole avranno avuto un fondo di verità. Ma sarà, comunque, sufficiente?

C'è una data da segnare sul calendario ed è quella del referendum costituzionale d'autunno. Non c'è ancora il giorno della chiamata alle urne (più novembre che ottobre) per un appuntamento che il presidente del Consiglio ritiene cruciale per l'esperienza a Palazzo Chigi, ma sembra già da ora sembra che tutto ruoti intorno a questo snodo cruciale. Succede allora che, sottotraccia o in maniera visibile, siano iniziate le trattative con l'esecutivo per il voto. E a quanto pare non sono escluse le stesse novità per le pensioni, la riduzione delle imposte così come il rinnovo dei contratti dipendenti pubblici, la cui fase delle trattative è ancora alle battute iniziali.

Non c'è comunque tempo da perdere anche perché in vista della scrittura della prossima norma di bilancio da approvare entro la fine dell'anno, per il giorno del referendum i giochi saranno praticamente conclusi. Tuttavia, a leggere i commenti di chi è interessato dalle conseguenze delle decisioni sulle novità per le pensioni, come coloro che hanno iniziato a essere occupati in giovanissima età o chi svolge attività prevalentemente faticose o notturne, sono in pochi ad accettare quello che sembra un vero e proprio mercanteggiare. A loro dire, il capitolo del referendum va slegato dalle altre questioni e soprattutto dalle novità per le pensioni.

E la recente stretta di mano sul referendum tra Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, e Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma, è andata giù a pochi. A ogni modo, stando così le cose, le mini pensioni prospettate da Palazzo Chigi non sembrano bastare. Il piano dovrebbe interessare tutti i lavoratori, anche pubblici. Il meccanismo sarà differenziato a seconda di tre maxi-categorie: uscite volontarie, per le quali la decurtazione implicita dell'assegno dovrebbe essere più elevata; disoccupati di lungo corso, che dovrebbero essere maggiormente tutelati; lavoratori interessati in piani di ristrutturazione aziendale per i quali potrebbe essere richiesto un contributo all'impresa.

In prima linea c'è anche una misura finalizzata a garantire ricongiunzioni gratuite per tutti anche per andare in pensione un po' prima rispetto a quanto è adesso consentito. Si punta a cancellare il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che non consente la ricongiunzione gratuita. E nonostante le polemiche, tra le altre misure allo studio c'è un intervento per coloro che hanno lavorato uno o più anni tra 14 e 18 anni di età. La misura consiste nel riconoscimento di un bonus contributivo di 4 o 6 mesi l'anno per consentire un ritiro con 41 anni di contributi complessivi. Sembra invece che sia uscita dall'agenda la soluzione di quota 100, quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione per andare in pensione.

Sullo sfondo, disponibilità economiche permettendo, rimane l'estensione o la strutturalità del contributivo donna con cui le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome possono andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno previdenziale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il