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Pensioni ultime notizie richieste novità seconda volta a Governo Renzi da Gruppi Online per quota 100, quota 41, mini pensioni

Continua a essere aperto il fronte di lavoro sulle novità per le pensioni e i dubbi sono ancora maggiori delle certezze.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:50): Dovrebbero essere più facile da ottenere le novità per le pensioni femminili in quanto i fondi stanziati erano già alti e quindi dopo il controllo da effettuarsi al ritorno delle ferie ci dovrebbe essere un altro via libera. Ma i gruppi Online, specie quello femminile, continuano giustamente a tenere alta l'attenzione. Ben diversa è la questione per quota 100 che pare molto lontana e la stessa quota 41 su cui dipenderanno molto i costi comunicati dalla Tesoreria.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:21): Vi sono nuove richieste da parte dei Gruppi Online per le novità per le pensioni o per meglio dire un continuare a sostenere le proprie posizioni in parte anche cambiandole e, comunque, a cercare varie via per ottenere l'obiettivo di riuscire ad avere le novità per le pensioni ambite come si evince dalle ultime notizie e ultimissime. Nel caso del Gruppo Quota 41 le novità per le pensioni sono quelle di portare avanti quota 100 e nello stesso richiedere quota 41 per tutti, senza distinzioni. Mentre per il contributivo femminile, vi è stato un secondo confronto per portare avanti le novità per le pensioni al femminile appunto stavolta con la maggioranza dopo aver avuto consensi dal un precedente primo incontro con il Movimento 5 Stelle

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Si evolvono anche le novità per le pensioni che vari Gruppi Online sempre più attivi e crescenti di importanza chiedono al Governo Renzi. E vi sono come si può leggere dalle ultime notizie e ultimissime anche all'interno degli stessi, alcuni dei quali dialogano pure con la maggioranza e l'opposizione, dei cambi di posizioni su cosa si richiede per le novità per le pensioni

Ci sono tre versanti da seguire con attenzione per capire quale direzione prenderanno le novità per le pensioni in Italia. Se le mini pensioni con penalizzazioni rappresentano il principale traguardo che l'esecutivo vuole portare a casa, in realtà ci sono anche altri tavoli di lavoro. Tuttavia, a onor di cronaca non si registra il medesimo attivismo da parte di Palazzo Chigi. In prima battuta si segnala il fermento intorno alla questione femminile, come testimoniato dai recenti incontri con esponenti parlamentari, con tanto di resoconto pubblicato sul relativo gruppo Facebook, di Vania Barboni, rappresentante del Comitato per l'opzione femminile pensioni.

L'obiettivo minimo è l'estensione per un altro anno, forse due del contributivo donna con cui le lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome possono andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno. L'obiettivo auspicabile è quello della resa strutturale di questo provvedimento. Tuttavia siamo ancora nelle fasi preliminari e non è stata avanzata alcuna richiesta ufficiale di novità per le pensioni. La ragione è presto detta. Si resta in attesa dei dati dell'Istituto nazionale della previdenza sociale relativi al primo semestre di quest'anno per avere un'idea più precisa e ragionato sulla potenziale platea dei destinatari.

Non sembra invece andare giù ai diretti interessati e nello specifico al gruppo Quota 41, raccolto anch'esso in un gruppo Facebook, la soluzione del bonus per consentire ai lavoratori che hanno iniziato a essere impiegato da giovanissimi, di andare in pensione con 41 anni di contributi. In buona sostanza, per ogni anno di lavoro svolto tra i 14 e 15 anni di età, verrebbe riconosciuto un bonus contributivo di 4 o 6 mesi. La misura è sul tavolo tecnico aperto al Ministero del Lavoro sull'ampio capitolo delle modifiche da apportare all'attuale legge previdenziale. L'ipotesi più caldeggiata è quella più semplice ovvero applicare la cosiddetta quota 41 ovvero la possibilità di accedere al trattamento previdenziale con 41 anni di contributi versati, indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni.

E ritorna al centro dell'attualità anche la vicenda dei cosiddetti quota 96 del mondo della scuola ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nell'attuale legge previdenziale, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico. Franco Martino, esponente del Comitato lavoratori Quota 96, ha scritto una lettera aperti ai deputati del Partito democratico della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, sollecitando interventi. A suo dire i numeri relativi ai destinatari non sarebbero corretti perché contrastanti e mai ufficialmente confermati. E di conseguenza anche le stime di spesa: quei 400 milioni di euro di costo per l'uscita dal lavoro del personale della scuola calcolati alla Ragioneria dello Stato andrebbero a suo dire rivisti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il