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Riforma pubblica amministrazione, contratti statali rinnovo, stipendi sblocco, regole, riordino: novità questa settimana

Le quote rosa nelle società a partecipazione pubblica. Martedì primo incontro sul rinnovo del contratto degli statali.




Appuntamento al 26 luglio tra il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia e i sindacati sul rinnovo del contratto degli statali. Tuttavia, solo in autunno inizieranno le trattative vere e proprie, anche se i margini di discussione saranno ben pochi considerando che l'esecutivo non intende scostarsi da quei 300 milioni di euro per i redditi medio-bassi ovvero quelli inferiori a 26.000 euro e secondo criteri di merito e produttività. C'è poi l'importante decreto Madia sulle partecipate pubbliche, che stabilisce esattamente in quali casi una amministrazione dello Stato o un ente locale può detenere una partecipazione in una società.

Si tratta, in pratica, di cinque casi: la produzione di un servizio di interesse generale (comprese le reti), la progettazione e la realizzazione di un'opera pubblica sulla base di un accordo di programma, la realizzazione e la gestione di un'opera pubblica sulla base di un accordo di partenariato, l'autoproduzione di beni o servizi e, infine, i servizi di committenza a supporto di enti senza scopo di lucro. Tutte le altre società sono illegittime. Molte delle novità sulle partecipate riguardano le retribuzioni dei manager. Sarà, per esempio, vietato assegnare buonuscite d'oro, come in passato è accaduto, agli amministratori o ai dirigenti che lasciano l'azienda. Gli unici trattamenti di fine mandato che potranno ricevere, sono quelli previsti dalla legge.

Non potranno neppure essere sottoscritti patti di non concorrenza, che in cambio dell'impegno a non lavorare in aziende competitor danno diritto a un indennizzo monetario. Tutte misure che si aggiungono al tetto massimo di 240.000 euro omnicomprensivo per le retribuzioni nelle società pubbliche. Le norme che prevedono la chiusura delle società, e che dovrebbero ridurre da 8.000 a solo mille le partecipate delle pubbliche amministrazioni, hanno delle eccezioni.

Si tratta di un elenco di 35 società allegato al provvedimento, che le salva dalla chiusura o dalla vendita. Tra queste ci sono Coni servizi, l'Expo, l'Istituto Poligrafico dello Stato, la Sogin, il gruppo Anas, il gruppo Gse, il gruppo Invitalia, la società immobiliare Invimit, il gruppo Eur, e una serie di finanziarie delle Regioni come Sviluppo Basilicata, Finlombarda, Veneto Sviluppo, il Gruppo Friula e Lazio Innova. Le quote rosa arrivano anche nelle società a partecipazione pubblica. Nella scelta degli amministratori, prevede il testo, le amministrazioni dovranno assicurare il rispetto del principio dell'equilibrio di genere, nella misura almeno di un terzo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il