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Pensioni ultime notizie quali novità da M5S che ripropone con forza novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Le opposizioni iniziano ad alzare la voce rispetto alle prospettive sulle novità per le pensioni immaginate dall'esecutivo.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): L'impegno del M5S per le novità per le pensioni si ripresenta con forza sia livello generale che di singole decisione come traspare dalle ultime notizie e ultimissime. E l'impegno immediato viene portato avanti per le novità per le pensioni su chi ha avuto occupazioni pesanti o da giovanissimo e per il femminile senza dimenticare, comunque, quota 100 e quota 41.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:30): Prova a recitare una parte da protagonista sul versante delle novità per le pensioni il Movimento 5 Stelle. E come riferiscono le ultime e ultimissime notizie, attenzione a quanto accade a livello comunale sul fronte delle novità per le pensioni. I riflettori sono per forza di cosa puntati sulle città di Roma e Torino, passate alla guida del Movimento 5 Stelle e pronte a lavorare nei limiti deglispazi di manovra.

Sono quattro le novità per le pensioni su cui sta lavorando l'esecutivo e tutte, per ragioni differenti, sono portatrici di dubbi. Innanzitutto ci sono le mini pensioni con cui consentire l'uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalle norme attuali con un massimo di tre anni prima. Potranno beneficiarne gli over 63: nel 2017 i nati tra il 1951 e il 1953; nel 2018 anche i nati nel 1954 e nel 2019 i nati 1955. L'importo bancario assicurato per finanziare le mini pensioni dovrebbe essere gestito dall'Istituto nazionale della previdenza sociale.

Palazzo Chigi sta studiando una misura finalizzata a garantire il cumulo gratis per tutti anche per andare in pensione un po' prima. In particolare si punta a cancellare il vincolo del requisito minimo in una singola gestione che oggi impedisce il cumulo gratis. L'assegno guadagnato sarebbe un proquota valorizzato con le regole contributive di ogni gestione. Si stanno valutando anche misure per chi è già in pensione e vive con un assegno molto basso. Tra le ipotesi, quella più discussa prevede una consistente estensione della platea dei destinatari della 14esima mensilità, oggi limitata agli assegni sotto i 750 euro mensili, facendo salire il tetto a 12-13.000 euro lordi l'anno. Sul fronte della riduzione delle imposte, è in posta anche l'estensione della no tax area.

Tra le altre misure allo studio della cabina di regia economica di Palazzo Chigi, c'è un intervento per i lavoratori che sono stati impiegati uno o più anni tra 14 e 18 anni di età. La misura consiste nel riconoscimento di un contributivo figurativo di 4 o 6 mesi l'anno per consentire un ritiro con 41 anni di contributi complessivi.

A cercare spazio sono anche altre forze politiche, come il Movimento 5 Stelle, le cui proposte di introdurre novità per le pensioni ruotano attorno all'assegno universale. Prevede che per tutti i cittadini italiani, europei e gli stranieri provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di reciprocità sulla previdenza sociale sia garantito un assegno minimo stabilito in ordine alla composizione del nucleo familiare e all'indicatore ufficiale di indigenza monetaria dell'Unione europea. E non mancano critiche rispetto alle mini pensioni, considerate da Luigi Di Maio, membro del direttorio del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera dei deputati, alla stregua dell'accensione di un mutuo a lungo termine.

E le stesse recenti misure per il contrasto all'indigenza che hanno ottenuto il via libera dell'Aula di Montecitorio sono ritenute da Di Maio una variante (inefficace) al tema dell'assegno universale. In parallelo prosegue l'attivismo anche su altri segmenti di intervento, come il rinnovo del contributo donna che consente alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome di andare in pensione rinunciando a una parte dell'assegno, in quanto calcolato con il sistema contributivo ovvero sulla base dei contributi previdenziali versati, e non su quello retributivo basato sulla media degli stipendi degli ultimi anni della carriera lavorativa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il